La moglie ceduta ad un’asta particolare (parte 3)

Scritto da , il 2021-08-03, genere dominazione

Dopo averne ricevuti 4, i coniugi non erano molto entusiasti.
Vedendo la bella Marianna, eccitati dall’idea di poterla avere, i “compratori” si erano dimostrati accondiscendenti e disposti più a capire le fantasie della coppia per soddisfarle che a comunicare le proprie.
A volte Marco ebbe l’impressione che il dominio fosse la scusa per farsi una scopata un po’ strana con una bella donna da usare quale oggetto sessuale.
Alberto fu diverso sin dal primo momento.
Entrò in stanza e non guardò nemmeno Marco.
Si diresse, con calma, verso la schiava e le girò intorno squadrandola.
La guardava come un oggetto e come tale la fece sentire, come se stesse osservando l’auto da acquistare e ne valutasse i particolari.
Marianna provò una strana sensazione, finanche un brivido davanti a quell’uomo che le incuteva timore.
Alberto aveva 56 anni e trasudava dominio da ogni poro, quello tipico delle persone abituate a comandare e ad essere ubbidite, al limite dell’arroganza.
Era vestito in maniera elegante e sobria ed aveva un incedere deciso, sicuro di sé.
Era un dirigente di una grossa azienda, abituato a dare ordini, decidere ed avere dipendenti che si affrettavano a fare ciò che ordinava, essendo ben nota a tutti la sua severità.
Non era un uomo simpatico. Riteneva che chi sta al comando non deve generare empatia ma autorità. Deve farsi ubbidire, non essere amico dei sottoposti.
Era solo, non avendo partner, e soddisfaceva le sue esigenze sessuali con donne occasionali.
Preferiva questa soluzione perchè non voleva avere legami.
Gli piaceva dominare, ed avere una schiava è cosa diversa dall’essere autoritario con la donna del momento.
Da tempo quindi cercava una schiava, ma non era facile in quanto lui era molto esigente.
Fu attratto da quel particolare annuncio al quale rispose senza troppa convinzione.
La schiava gli piacque, era molto bella e giovane.
La osservò bene e la trovò un bell’oggetto.
Marianna si sentiva una tensione allo stomaco mentre quell’uomo la osservava come se fosse in vetrina. Una tensione che si trasformò in timore e poi in piacere, eccitazione. Quella persona “odorava” di Dominio.
Alberto, dopo l’esame dell’oggetto in vendita, ancora incerto se si trattasse di gente seria o di persone che avevano solo voglia di esibirsi senza poi concludere, finalmente si rivolse a Marco che, come sua moglie, restò intimorito e affascinato dalla personalità di quell’uomo.
Non si sedette nemmeno.
“Per me tua moglie sarà solo un oggetto, una schiava da possedere ed usare per le mie esigenze. Le farò male e la umilierò. L’unica cosa che potrà fare è andarsene, fino a quel momento le farò tutto ciò che avrò voglia. Gli unici limiti saranno i miei in quanto non mi frega niente di ciò che piace a lei o a te. La umilierò in pubblico e la esibirò ad amici in quanto mia proprietà. Di te non mi interessa niente ma avrò piacere di averti presente a volte mentre schiaccerò tua moglie sotto i miei piedi”.
Se ne andò senza salutare e lasciandoli basiti.
Dopo il momento della sorpresa entrambi si scoprirono eccitati.
Marianna perchè aveva “annusato” il dominio e Marco all’idea di vedere la sua bella moglie alla mercé di quell’uomo deciso ed autoritario, attratto anche da come avesse in breve tratteggiato l’uso della moglie.
Erano tutti aspetti che lo eccitavano, così come eccitavano lei.
Non solo l’uso senza scrupoli, ma l’esibizione e l’umiliazione in pubblico.
Marco fu eccitato dall’idea della bella moglie, nuda, costretta a servire l'aperitivo a sconosciuti.
In poche parole Alberto aveva descritto l’uso della schiava ma, soprattutto, aveva “promesso” che per lui non sarebbe stato un gioco ma che avrebbe usato Marianna solo come una schiava.
Il timore generato nella donna si annidò alla bocca dello stomaco per scendere verso le cosce che si scoprì umide.
Si vide incatenata ai piedi di quell’uomo e la cose le piacque.
Per un attimo si immaginò a soddisfarlo davanti a suo marito, semplice spettatore della sua discesa sui gradini della completa sottomissione.

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