Il guardone 2

Scritto da , il 2021-08-11, genere tradimenti

Sveltina era ormai il mio nomignolo, che non rimase nella cerchia familiare, ma finì a conoscenza di alcune coppie di amici.
Gabriella, era ormai assodato, che era la donna del suo capo, lo sapevano tutti i nostri amici, e un giorno, mia moglie raccontò parte della nostra storia ad una sua amica, molto chiacchierona, lo fece di proposito.
Ma non si limitò al fatto che ero cornuta, o che la mia resistenza sessuale fosse pari a zero, no, raccontò della mia nascente omosessualità.
Luca l'amante di Gabriella, mi aveva resa donna, una sera mi sverginò, infilandomi il suo possente cazzo nel culo, deflorandomi, senza troppi fronzoli, provocandomi bruciore e dolore, ma che accettai di buon grado.
Le sere seguenti, come da prassi, lo servivo a tavola, e poi lo accompagnavo da lei, che lo attendeva nel letto coniugale, dove lo assecondava in ogni suo capriccio, e io come da ordini, assistevo, e poi ripulivo ambedue, assistere alla monta di mia moglie era un premio per mè, osservare, quello che io non ero in grado di fare, m rendeva felice, vedere un maschio sfondare figa e culo della propria moglie, era come raggiungere il paradiso.
Leccare e bere il seme di Luca era come bere miele, se poi lo facevo dalla figa di Gabriella, era ancora più dolce.
Poi un bel giorno, ero al supermercato a fare la spesa, era una mia incombenza, essendo la colf di famiglia, quando, mi si avvicinò, Anna, mia sorella, più grande di mè, e ottima amica di mia moglie, Anna è una bella dona, seno generoso, fianchi marcati, e vera donna sin da ragazza, molto discussa ma molto figa, mi si avvicina, mi abbraccia, mi bacia, e mi dice, ma buon giorno sveltina, come stai?.
Rimango di stucco, sa, ma come mai sa, e cosa sa?, senza troppo interessarsi a chi fose nelle vicinanze, aggiunse, ma ora cosa indossi sveltina, slip, reggiseno, autoreggenti?, vediamo fratellina, emi infila una mano nei pantaloni della tuta, mi guarda negli occhi, e aggiunge, ma brava, slip di seta, e autoreggenti, ma sei veramente frocio.
C i sediamo ai tavolini del bar interno al supermercato, sono rossa in viso, imbarazzata, quindi è vero, Luca ti ha sverginata troietta, la guardo e annuisco, non imbarazzarti tesoro lo sanno tutti ormai, è di dominio pubblico, Gabriella lo ha detto a Monica e Monica a mè, e io a tutto il mondo.
Avere un fratello gay e non dirlo, non è possibile no?, non rispondo, sono devastata sarò sulla bocca di tutti ora, e come mi devo comportare, fuggire?, sembra che mi legga nella testa, tranquilla, metà dei tuoi amici ti vorranno scopare, l'altra vorrà un pompino.
Rincaso, e all'arrivo di Gabriella, le racconto l'accaduto, lei mi accarezza, ma brava la miasveltina, ora sei femmina a tutti gli effetti no?, cornuta e felice, e poco dopo arriva Luca, che una volta a conoscenza dell'accaduto, ride, e mi dice, ottimo sveltina, così avrai una vita sessuale tua e non sarai sempre qui a rompere i coglioni a noi, visto che metteremo in cantiere il nostro primo figlio.
E baciò Gabriella, che alla notizia si mise a piangere dalla felicità, pensavo che non me lo avresti mai chiesto amore, Luca la prese per mano, e la accompagnò in bagno, aprì l'armadietto dei medicinali, prese le pillole anticoncezzionali e le porse a Gabriella, lei le guardò, e poi me le porse, gettale nel wc, e tira la corda, darò un figlio al mio omo, e tù sveltina assisterai, alle monte.
Eseguii, gettai nel wc le sue pillole e aspettai il frutto delle mie corna.
Nelle settimane seguenti, sapendo che era ancora coperta dalla pillola, Luca volle che scopassi Gabriella, godeva nel vedermi entrare e venire, e per rendere più bello il tutto, lui mi infilava il suo cazzo nel culo, e poi in figa a lei, baciare mia moglie mentre le venivo in figa era stupendo, poi col cazzo di lui nel culo ancora di più.
Poi dopo circa n mese, lanostra dottoressa disse a Gabriella che era pronta per la gravidanza, sospese ogni rapporto con mè, e facemmo una riunione famigliare.
Luca fù preciso, io, ivolto a mè, disse, ingraviderò tua moglie la prima volta, il primo figlio deve essere mio, quelli che seguiranno, saranno frutto, di occasionali accoppiamenti che Gabriella far a suo tempo, tu, sveltina, dal mese prossimo, sarai assunto dalla mia azienda, come segretaria, in comune cambierai nome lo metterai al femminile, già provveduto devi solo firmare, e quindi sarai donna di casa e femmina da monta.
La cosa era complicata, suoceri e genitori, non sapevano nulla, o almeno credevo, Anna si era preoccupata di avvisare tutti, e così, in poche settimane, mi trasformai in Paola.
L'effetto più strano, e imbarazzante fù, incontrare mamma e papà, mi aspettavano a casa loro, arrivai un sabato pomeriggio, indossavo un tubino rosso, e collant, intimo nero, e tacco dieci di vernice nera, avevo già da mesi i capelli lunghi, un filo di trucco, ed eccomi alla porta.
Mamma mi apre, mi guarda, sorride, mi rende per mano, vieni cara, mi porta da papà, è in sala, in poltrona, indossa una vestaglia di pizzo nero, accavalla le sue gambe inguainate da un paio di calze 8 denari color carne, agganciate ad un reggicalze beige, lo osservo basita, ha una parrucca color platino, rossetto rosso, e un trucco pesante.
Siede su di un cazzo enorme che lo dilata parecchio, e si tocca il suo cazzone duro, un cazzo da urlo, vieni Paola, inginocchiati e succhia.


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