Vite parallele 18 - L'operazione al cazzo del cornuto.

Scritto da , il 2020-10-17, genere incesti

Nota per chi non avesse letto i precedenti capitoli: Per una serie di eventi della vita io e mio figlio siamo diventati amanti.Il cornuto è mio marito dal quale avevo divorziato e che avevo risposato con l'unico scopo di fargli riconoscere il bambino che avrei avuto da mio figlio.Nel frattempo,io e il mio amante avevamo trasformato suo padre in un vero cornuto sottomesso,servizievole e col sesso rinchiuso in una gabbietta di castità che lo teneva dolorosamente imprigionato.

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Finalmente era arrivato il venerdì e come programmato,io e Luca siamo andati in quella villa col club privé dove ci stavano aspettando i nostri amici Serena e Paul.

Come d'accordo,avevamo portato con noi anche il cornuto il quale,si era lamentato per tutto il viaggio per l'insopportabile dolore che gli procurava la gabbietta di castià in acciaio.

Naturalmente avevo indossato uno dei vestiti sexi che mi aveva regalato Serena la quale,al nostro arrivo mi aveva sorriso compiaciuta per la mia mise e subito,mi aveva messo le braccia intorno al collo appiccicando le labbra sulle mie che si erano subito aperte per accogliere la sua guizzante lingua in un bacio liquido di lussuria.

Mio figlio felice per quella calda accoglienza,aveva sorriso e mentre noi continuavamo a baciarci con passione,lui aveva cercato con lo sguardo Paul che era arrivato a salutarci subito dopo.

Alle presentazioni,mio marito con l'espressione sofferente in volto,aveva emesso un guaito simile a quello di un cagnolino che piange senza riuscire a proffere una parola compiuta.

Subito Poul mostrando una certa sensibilità ci aveva portati in un salottino ed aveva fatto calare i pantaloni e le mutande a mio marito per rendersi conto della situazione.

Dalla sua espressione,si era subito capito che si trattava di una cosa seria al punto che allo stupore del suo viso si era aggiunta una esclamazione della moglie:"Oddio!"

In effetti,quello che si presentava davanti ai nostri occhi in quel momento era davvero impressionante.

In effetti io e mio figlio non glielo avevamo più visto dal momento in cui glielo avevo applicato ed anche quando ci diceva che gli faceva male,non ci siamo mai preoccupati di guardarlo tale era il nostro disinteresse.

Della gabbietta che imprigionava il pene di mio marito si vedeva solo la parte davanti col buchino per la pipi dalla quale peraltro,sporgeva un lembo di prepuzio mentre tutte le barrette di metallo erano state inglobate dalla carne gonfia e livida che fuorusciva
a strisie assumendo l'aspetto di un grosso,informe e mostruoso cazzo.

-Crado che sia una cosa seria.-

Aveva detto Paoul e poi rivolgendosi alla moglie,le aveva chiesto di prendere una bacinella di acqua fredda e del ghiaccio tritato avvolto in un panno.

Poi,mentre io e Serena eravamo andate in cucina a preparare quanto richiesto,lui aveva chiamato un suo amico medico.

Il trattamento rinfrescante aveva avuto l'esito di lenire un po il dolore.

(A casa avevamo commesso l'errore di suggerirgli impacchi di acqua calda aggravando così la situazione.)

Non appena l'aveva visto il medico,aveva subito capito che con tutta probabilità si trattava di un'allergia al cromo che rivestiva le barrette di ferro.

Gli era già capitato che una moglie gli avesse portato il marito cornuto con lo stesso problema.

"Purtroppo,vi sono aziende che spacciano quegli oggetti per acciaio inox ed invece sono di ferro cromato!"

Aveva detto creando la reazione di Paul:"Quel bastardo!Mi vende queste cose per acciaio e invece.....quando lo becco mi sente quello stronzo!"

-A parte l'imbroglio Paul,qui la prima cosa da fare è togliere l'arnese penso però che con il pene così gonfio e la carne incastrata,saremo costretti a tagliarlo come avevo fatto fare dal fabbro con quell'altro.

Direi però,che in questo caso,posso provarci anch'io che ho visto come si fa.-

Nel primo tentativo che avevamo fatto,eravamo riusciti a togliere il lucchetto ed a sfilare l'anello sotto i testicoli per il resto,non c'ara altro da fare che tagliare i tondini di ferro.

L'operazione alquanto delicata,rischiava di essere dolorosa e per questo il medico gli aveva fatto una anestesia locale.

Poi,cercando di ferirlo il meno possibile,con l'uso di un tronchesino,era riuscito,infilandosi tra il metallo e la carne gonfia,a tagliare il ferro in tre punti in modo da allargare la gabbietta e liberargli finalmente il cazzo che appariva in tutta la sua mostruosa deformazione.

Era uscito molto sangue ma fortunatamente,non erano state intaccate le numerose vene che portano il sangue per l'erezione.

Il primo trattamento dopo aver disinfettato le ferite,era stato quello di usare una crema antinfiammatoria con l'idea che il giorno dopo si sarebbe usato un antiallergico a base di cortisone che si sarebbe procurato da un suo amico allergologo.

Prima di metterlo a letto,il medico gli aveva somministrato un antibiotico per evitare possibili infezioni.

Mentre era a letto affaticato e dolorante,gli ero andata vicino e gli avevo accarezzato la testa dandogli un bacino sulla guancia:"Sei stato bravo,vedrai che con la nuova gabbietta di plastica,non avremo più di questi problemi".

Una smorfia aveva accompagnato le mie sadiche parole.

Dopo quel contrattempo,avevamo potuto finalmente dedicarci ai motivi per i quali eravamo andati li.

I due maschi come le ultime volte,erano stati bravissimi a all'altezza delle aspettative di noi donne.

Ci avevano chiavate e fatte godere come porche in ogni buco.

L'unico limite che si imponeva in quella circostanza in cui io ero fertile,era che Paul doveva usare il preservativo.

Si faceva perdonare però quando mi inculava e quando gli succhiavo il cazzo bevendo tutto il suo gustoso nettare.

Anche Serena d'altra parte,doveva fare un piccolo sacrificio.

Infatti quando scopava con Luca,dovevano entrambi stare attenti giacché il dovere di mio figlio era quello di non sprecare neanche una stilla di seme che doveva essere sparato tutto dentro di me per ingravidarmi.

Quella sera e quella notte,l'avevamo trascorsa così senza particolari trasgressioni se non il fatto che quando i maschi dovevano ricaricare le loro pistole,io e Serena ci sollazzavamo nei nostri giochini saffici.

Per il giorno dopo,erano previsti giochi molto trasgressivi in cui l'imperativo era di dare il massimo spazio alla lussuria col coinvolgimento del cornuto.

segue







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