Mia figlia - 4 - La prima volta, che meraviglia

Scritto da , il 2017-08-12, genere incesti

Marina avrebbe voluto indugiare ancora a lungo in quella posizione così soddisfacente per suo padre e così gratificante per se stessa ma il tempo stringeva,i minuti scorrevano veloci come la voglia di sentirsi ripagata dalle attenzioni di suo padre e comunque,non aveva neanche cominciato a succhiare quella leccornia che già il forellino lacrimava in attesa della degustazione.

L'approccio con la cappella gonfia e livida,offerta come un frutto,imperlato della sua goccia zuccherina,è stato lento ma sicuro sino a che,dopo aver ripulito con la punta della lingua la cremina lubrificante sorgente dal buchino uretrale,non aveva dischiuso le labbra per accoglierlo tutto dentro la sua bocca.

Da quel momento,tenendo la bestia vibrante con entrambe le mani,aveva cominciato a scorrere con le labbra sul gambo ingoiandone quanto poteva ed al tempo stesso,alla fine della corsa,fermarsi a riprendere il fiato dispensando colpetti di lingua intorno alla corona del prepuzio ed alla punta umida del glande.

Le carezze del padre sulla sua testa divenivano via via più scoordinate e smaniose mentre tutto il suo corpo pareva preda ad incontrollabili sussulti.

Era un momento delicato quello e come ben sanno tutte le donne,spetta a loro interrompere ogni attività,pena,la precoce esplosione di una eccitazione che il maschio non riesce più a controllare.

Di colpo Marina si era staccata dal pericoloso,irto appendice del padre e mettendosi in piedi davanti a lui,lo aveva ancora abbracciato baciandolo con un preciso e lubrico lingua in bocca.

Il padre aveva risposto aspirando la lingua della figlia risucchiandola e percependo sule sue papille gustative i sapori del suo stesso membro.

Poi,senza liberarsi dell'abbraccio di sua figlia,si era avvicinato alla scrivania e ve l'aveva distesa sopra sollevandole le gambe sulle sue spalle ed allargandole le cosce,l'aveva alzata e poi,scostandole il piccolo lembo di stoffa completamente bagnato le aveva messo a nudo il sesso madido e lucido delle sue abbondanti secrezioni vaginali.

In quel momento aveva tra le mani alla sua totale mercé la figlia eccitata come un'animale e pronta a soddisfare ogni loro più perverso desiderio.

La sua testa si era subito incuneata perdendosi tra tanta umida,calda e disponibile carne di giovane,incestuosa figlia.

Come già tante volte in precedenza,incurante di ogni pudore o remora morale,aveva cominciato a leccarla con la stessa foga con la quale un affamato si sarebbe gettato sul suo pasto scatenando nel giovane corpo di sua figlia un primo devastante orgasmo.

In quella postura il corpo di Marina sobbalzava e si scuoteva come una giumenta impazzita ed a fatica suo padre,che voleva regalarle come ogni volta faceva,un piacere sempre maggiore,riusciva e rimanerle attaccato.

Due orgasmi aveva avuto Marina.

Praticamente senza apparente intervallo dell'uno con l'altro mentre dalla sua bocca sortivano ansimi e grida di incitamento a sua padre a non smettere e farla godere di più.

-Ora prendimi papa....prendimi....fammi ancora tua....chiavami...scaldami col tuo prezioso seme...-

Aveva implorato la ragazza mentre con le mani allontanava il viso del padre che appariva reduce da una seduta di sauna tanto il suo viso era congestionato,bagnato di umori vaginali e grondante di sudore.

Il padre di Marina era un uomo fisicamente ben messo e alto più di un metro e ottanta.

In quella posizione dunque,gli risultava molto agevole infilare la figlia restando in quella postura.

Rimanendo praticamente nella stessa posizione,aveva abbassato il bacino della ragazza e prima che le natiche poggiassero sul piano della scrivania,l'aveva tirata e se e l'aveva penetrata con un colpo secco e preciso.

Al primo affondo Marina non era riuscita a trattenere un gridolino di dolore subito trasformato in gemiti di piacere.

I due corpi erano talmente vogliosi ed eccitati che sono bastate solo poche escursioni dentro quel corpo aperto e disponibile affinché,con un affondo finale ed un rantolo di oscena libidine,l'uomo aveva cominciato a scaricarsi dentro la fica della figlia che rispondeva con incontrollabili convulsioni e grida di godimento.

La loro intesa affettiva ed erotica era pari alla loro perversione e,senza che Marina glielo chiedesse,il padre le si è inginocchiato davanti ed aveva cominciato a leccarla per ripulirle con la lingua,la fica dal suo sperma e dagli abbondanti umori sgorgati dal suo godimento.

Anche Marina lo aveva ripulito con la bocca prima che il padre andasse in bagno a ricomporsi e cambiarsi la camicia inzuppata di sudore.

Il loro match erotico era durato circa un'ora,restava dunque ancora un po di tempo per andare al bar per un panino.

-Ricordi papà.-

Gli aveva detto Marina mentre seduti al tavolino consumavano il loro fugace spuntino:

-Ricordi,è stato come la prima volta.

Anche allora l'abbiamo fatto nel tuo ufficio e tu non volevi.

Era una domenica e dunque eravamo soli.

Sai papà,adesso devo proprio confessarti,avevo aspettato io il momento propizio in cui saremmo potuti restare soli senza il rischio di essere disturbati.

Quella domenica al rientro dalle vacanze in cui tu sei andato in ufficio per preparare un po di lavoro per il mattino successivo in cui avrebbe riaperto l'ufficio.

Lo ricordi papà,senza preavviso come oggi,ero arrivata io in minigonna e senza mutandine.

Avevo rischiato sai,mentre venivo stando attenta a non fare movimenti sbagliati,una folata di vento mi aveva sollevato la gonna mettendo in mostra tutto il mio ben di Dio che avevo preparato per te.

Che Paura quella volta!

E poi dopo lo scampato pericolo tu non mi volevi!

Non ricordo neanch'io come ho fatto,ricordo solo che mentre eri disteso sul divano e ti stavo succhiando il cazzo (Scusa papà!)avevo cominciato a piangere dalla gioia.

Non mi sembrava possibile...non volevo credere neanch'io a ciò che stava succedendo.

E invece era tutto vero ed ero riuscita a portarti ad un tale stato di eccitazione che mi eri venuto subito in bocca.

Avevo ingoiato tutto e ricordo come fosse adesso,il tuo caratteristico sapore che da allora porto ancora sulle mie papille gustative.

Fortuna che avevamo a nostra disposizione tutto il tempo necessario affinché tu ricaricassi le tue batterie ed il seguito......un sogno......un vero,indimenticabile... segno!-

-Certo che lo ricordo bambina mia!

Come potrei dimenticare la femmina che sino ad un minuto prima era la mia bambina e che un minuto dopo mi ha fatto godere con la bocca ingoiando tutta la mia sborra.

E poi....e poi....e poi........-


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