Tua moglie non deve sapere

Scritto da , il 2021-08-19, genere incesti

Dai ci becchiamo domani, così facciamo quel lavoro sul PC da presentare. Lo so che devo venire io a casa tua perché tua moglie non ti permetterebbe di andare lontano dalla sua visuale, ti deve controllare con chi sei e cosa fai.
Siamo colleghi da anni, ma un interesse diverso tra di noi, io ti avrei voluto dal primo giorno che ti ho incontrato davanti alla porta d'ingresso del reparto, tu non so, non ho ben capito, a volte ho la sensazione che mi guardi, che mi vuoi, in altre sei terribilmente distante.
Alle 15:00 precise sono li un abito tubino con una generosa scollatura, aderente al punto giusto e il mio adorato tacco 12.
Tua moglie già mi sta fulminando con gli occhi, tu non sai quanto questa cosa mi ecciti.
Ci accompagna nel salone e cerca di predisporre l'ambiente; ci sediamo sul divano per prendere un caffè con lei, io ti sono seduta di fronte, divarico leggermente le gambe il mio tubino risale un pò su, all'improvviso il tuo sguardo rimane rapito lì tra le mie gambe sinuose, la mia figa fa capolino e si svela senza veli. Il tuo sguardo già mi eccita, i tuoi occhi mi stanno massaggiando il clittoride, lui pulsa e inizio a bagnarmi. Mentre tua moglie parla, parla mi siedo più in avanti e sollevo leggermente il mio vestito, così da permetterti di guardarmi meglio.
Con le mani inizio ad accarezzarmi lentamente l'interno delle cosce, guardo tua moglie le faccio un sorriso e poi guardo te, mi mordo il labbro inferiore, mi lecco le labbra.
Finalmente ci sediamo al tavolo il PC acceso, siamo seduti uno di fianco all'altro, sento il calore del tuo avambraccio che si appoggia sul mio e i tuoi peli morbidi mi fanno solletico. Appoggi la mano sul mouse e la mia si appoggia sulla tua, ti accarezzo piano, le mie dita si strofinano sulle tue. Ti sollevo la mano e me la porto alla bocca, disegno il contorno e poi inizio voracemente a succhiare il tuo dito indice, poi lo lecco , lo risucchio, tu emetti un gemito.. poi passo al medio all'anulare e così tutti gli altri.
Tua moglie è di là che sta parlando al telefono con una amica, la tua mano ancora umida mi accarezza il collo e poi scende nella scollatura, mi accarezzi piano e poi ti soffermi sul capezzolo facendolo roteare tra il dito pollice e l'indice; lo sento turgido e il mio ventre è sempre più bagnato... ti voglio, non sai quanto ti voglio!!
Appoggio la mia mano sull'elastico del tuo bermuda sportivo, faccio scorrere il dito sotto ad esso andando ad inoltrarmi dentro i tuoi slip.
Lo sfioro soltanto, sento il tuo pene irrigidirsi, bramoso di essere accudito, lo sento che si dimena nello slip vuole uscire, vuole essere amato.
La mia mano lo afferra, sei caldo, umido e lentamente lo stringo e lo faccio scorrere su e giù, stai ansimando.. più sento che ti piace più stringo. Mi dici che così non riesci a resistere. Ti sussurro nell'orecchio " lasciati andare, vieni, vieni.. voglio sentirti venire"... un liquido caldi mi riempie la mano, mentre mi stai mordendo una spalla.
Ancora inebriato, e con un gesto veloce fai cadere un cestino pieno di penne sul pavimento, con la scusa di raccoglierle e ti butti sotto il tavolo.
Sento il tuo fiato caldo lungo le mie cosce, spingi il mio vestito più in su, e le tue mani mi accarezzano piano, sento il corpo più vicino... "si ti prego voglio venire anche io, leccami, leccami ogni centimetro della mia figa, lei ti vuole".
La tua lingua inizia a disegnarmi le grandi labbra, poi inizi a succhiarmi il clittoride, e poi le piccole labbra vogliono essere leccate anche loro... Cazzo voglio urlare.....ma non si può. La tua lingua sembra un pennello che si muove lento come dipingesse una tela, cerca di infilarsi nel mio meato e poi ripennella di nuovo il clittoride mentre il tuo dito medio affonda e mi penetra. Sento che mi succhi, mi lecchi continui ad assaporarti di me .. non smettere inarco la mia schiena all'indietro mentre godo.
Risali dal pavimento, credo di essere in estasi, mi baci ela tua lingua mi dona il mio sapore.
Ci stacchiamo veloci, tua moglie sta rientrando nel salone.
Ci guarda non curante di questa meravigliosa esperienza che ci aveva uniti e ci chiede " avete finito?" riferendosi al lavoro naturalmente.
Ci siamo guardati negli occhi avrei voluto rispondere " si abbiamo finito ma, lo rifarei anche subito"

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