Un tango con Serena

Scritto da , il 2021-05-13, genere etero

Questo è un racconto di fantasia dedicato alla mia amica Serena Rossi . Gli eventi riprendono da dove si sono interrotti nel racconto pubblicato in precedenza.
Serena mi diede appuntamento per cenare a casa sua alle 20;00 spiegandomi bene la strada per arrivare da lei.

Serena abitava nella villa più grande di quella zona . Un giardino enorme tenuto con molta cura e soprattutto una bellissima piscina.
La vidi lì che mi aspettava sul cancello all’entrata della villa. Quando mi vide mi accolse con un caloroso abbraccio.
Indossava un bellissimo vestito bianco con ampia scollatura. Il vestito aderiva perfettamente al suo corpo mettendo in risalto i suoi fianchi perfetti e soprattutto il suo fantastico culo.
“Benvenuto a casa mia Robert . Ti prego entra”
Chiusa la porta di casa ci demmo un lungo e dolcissimo bacio e le nostre lingue tornarono ad intrecciarsi . La tenevo stretta a me e lei aprendo la chiusura lampo dei miei pantaloni con una mano prese il mio cazzo duro “Comincimo bene!” Mi disse sorridendo.
Mentre eravamo stretti suonò il suo telefonino, mi fece segno che era il marito : “Ciao amore! Come state? Robert è appena arrivato, come ti ho detto ci facciamo compagnia stasera, “Continuava a tenere il mio cazzo in mano e a solleticarne la punta..mi guardava e sorrideva divertita “Ora te lo passo” mi diede il telefono e fui costretto a parlare con lui:
”Si. Ciao ho saputo che l’esame del ragazzo è andato bene si vede che è un ragazzo in gamba”.
Mentre parlavo continuavo ad accarezzare il culo di Serena e piano piano con la mano salivo lungo il suo corpo verso il seno;era un gioco che piaceva ad entrambi.
Ma Serena volle esagerare.
Si inginocchiò davanti a me, e prendendo il mio cazzo durissimo in mano cominciò a baciarlo e leccarlo dolcemente.
Era un meraviglioso pompino, forse il più bello della mia vita. Era una maestra nel dosare il movimento della bocca sincronizzato con quello della mano. La guardai per un attimo e nel suo sguardo concentrato e fisso sul mio cazzo c’erano avidità e piacere per quello che stava facendo. Tutto questo mentre continuavo a parlare con il marito e lo rassicuravo del fatto che l’avrei sorvegliata.
Le presi i capelli per agevolarla e il suo viso liberato dalla loro cornice mi sembrò ancora più bello. Capivo la gelosia del marito mi dissi che io non sarei mai stato tranquillo sapendola a cena con un altro uomo proprio a casa mia..
Chiudemmo la telefonata e ricominciammo a baciarci.
Ero sicuro che io e quella donna quella notte avremmo esplorato le vette del piacere...
Lei mi intrigava sempre di più oltre che farmi impazzire dal desiderio.
“Voglio farti vedere la casa e cosa ho cucinato per te” mi disse e mi mostrò dei vassoi pieni di pesce crudo.
C’erano la classica tartara di tonno, scampi e altro pesce.
“Vedi, per me mangiare pesce significa soprattutto pesce crudo e sono abbastanza brava nel cucinarlo.
Me lo ha insegnato un amico chef.”
“Amico o qualcosa in più?” Domandai curioso, forse addirittura geloso
“Amico e basta!” Fu la sua risposta.
Continuò a parlarmi di quello che aveva cucinato
Tutto ciò che vidi era assolutamente molto bello dal punto di vista coreografico. Le confessai che non lo avevo mai assaggiato pesce crudo ma quella sera mi sarei assolutamente fidato di lei.
“Bravo...” rispose accarezzandomi il viso mentre eravamo di nuovo stretti a coccolarci. Stasera ognuno si metterà nelle mani dell’altro...
“La cosa non mi dispiace affatto “ le dissi sorridendo.
Cominciammo a mangiare e Serena ad ogni piatto mi spiegava esattamente cosa fosse quello che mi stava dando, poi cominciammo anche ad imboccarci a vicenda. La cena fu piacevole, tutto era squisito, mi stavo rendendo conto che avevo fatto un errore a non mangiare mai il pesce crudo.
Dopo cena si alzò da tavola, e guardandomi intensamente mi disse:“Ci vuole un bel caffè, ora vado in cucina a prepararlo”
“Ti faccio compagnia così ce lo prendiamo lì senza che tu debba tornare in salotto “ le dissi alzandomi da tavola.
Serena preparò velocemente il caffè, entrando in cucina la vidi appoggiata con le braccia al fornello mentre stava per accendere il fuoco.
Era lì in piedi a novanta gradi e ancora una volta rimasi estasiato Dal suo sedere perfetto.
Mi avvicinai da dietro, lei sentì il rumore dei miei passi e non appena si voltò trovandoci faccia a faccia abbracciandola ricominciai a baciarla. I baci erano lenti,dolci; anche le lingue una volta a contatto tra di loro roteavano dolcemente. Mentre la baciava avevo cominciato ad abbassare la cerniera lampo del vestito .
Con i baci era sceso sul collo mentre sentivo la sua mano aprire la chiusura lampo dei miei pantaloni e prendere in mano il mio cazzo durissimo.
Dopo aver sbottonato tutto il vestito glielo tolsi e mi ritrovai il suo bellissimo corpo completamente nudo davanti a me.
Non indossava la biancheria intima. Aveva già immaginato che potesse succedere anche a casa sua...
Continuai a baciare tutto il suo corpo scendendo lungo di esso. I suoi sensibilissimi capezzoli erano già duri e mi soffermai a baciarli e succhiarli. Avevo imparato ad amare quei seni poche ore prima. Avevo notato quanto fossero sodi, di una misura ideale per i miei gusti e soprattutto sensibilissimi.
Continuando nella discesa incontrai la sua bellissima figa perfettamente depilata e cominciai a baciarla. Arrivai a succhiare il clitoride portando Serena al punto di avere un orgasmo pazzesco.
“Sei fantastico. Farei qualsiasi cosa per te“ mi disse
“Il tuo culo mi fa impazzire. Lo desidero da quando l’ho visto per la prima volta “le dissi con tono di voce ansimante.
“Prenditelo” fu la sua risposta senza nessun accenno di sorpresa.
Rimanemmo qualche minuto fermi riflettendo su ciò che ci eravamo appena detti.
Serena si voltò, e appoggiandosi al mobile della cucina si mise in posizione .
Mi inginocchiai davanti a quel sedere come si fa davanti ad una divinità. Le due chiappe erano due mezze lune perfette; cominciai a baciarle e morderle voracemente stando però attento a non farle male..
Le feci allargare le cosce, con il dito medio le allargai il buco del culo e presi un po’ di burro che era avanzato dalla cena , to tagliai e cominciai a spalmarglielo sul buchetto. Volevo che la penetrazione fosse il meno dolorosa possibile
“Che idea meravigliosa! Mi sembra di essere la protagonista di “Ultimo tango a Parigi!” mi disse.
Dopo aver completato la lubrificazione il mio pene era ormai durissimo:
Serena si era sistemata nella posizione giusta, tenendo le mani aggrappate al mobile della cucina in modo da poter reggere la spinta della penetrazione ed io cominciai con dolcezza a far sentire il mio cazzo nel buco del suo culo. Lei era tranquilla, era evidente che quella non sarebbe stata la sua prima penetrazione anale.
Il mio pene grazie al burro entrò abbastanza facilmente in quel buchetto ed una volta dentro cominciai a stantuffare con un ritmo sempre più crescente.
Vederla di spalle piegata a novanta gradi non faceva che farmela desiderare sempre di più.
La mia spinta cresceva sempre di più ed entravo con facilità dentro di lei.
La sentivo mugolare per quello che doveva essere un misto di dolore e piacere. Dopo poco raggiunsi l’orgasmo riempiendola del mio sperma. Entrambi gridammo dal piacere e sfinì finimmo l’uno sull’altra. Sia le mie che le sue gambe cedettero riuscimmo a non finire per terra perché lei si tenne forte ai mobili di cucina.
“E’ stato fantastico “mi disse
“Anche per me” le risposi ansimando.
Con dolcezza uscì da lei dandole uno schiaffetto sulla pacca destra.
“Ti va di farci una doccia ?” Mi disse
Accettai volentieri anche perché era impossibile tornare a casa senza pulirmi e dopo eravamo insieme sotto l’acqua calda lavandoci a vicenda.
Quando uscimmo mi prestò un accappatoio pulito per asciugarmi e poi mi disse “Non rientrano prima di domani sera. Ti va di passare la notte con me? Domani mattina invece di andare in spiaggia come al solito potremmo goderci la pace di questa casa e farci una nuotata in piscina . Dimmi di sì. Non ho voglia di dormire da sola...
La richiesta mi sorprese molto e sinceramente non sapevo cosa rispondere....
“E se i vicini mi vedessero ?” Le risposi con un sorriso
“Pazienza “ mi rispose
“OK. Affare fatto!” Le dissi

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