Mio padre mi spia

Scritto da , il 2021-03-14, genere incesti

Eccomi, sono di nuovo io, M. Voglio raccontarvi un’altra storia. Questa volta facevo il primo anno di scuola superiore, quarto ginnasio. Ero una ragazza molto bella, facevo colpo (sia sugli uomini che sulle donne - ma il capitolo sulla scoperta del mio orientamento sessuale verrà successivamente). Capelli lunghi castani, mossi e un po’ ricci... selvaggi. Ero molto selvaggia. Trasmettevo (e trasmetto) vibrazioni sessuali forti. Un seno pronunciato, fianchi rotondi è un bel culo rotondo a mandolino. Labbra carnose, eccomi. Immaginatemi. Insomma, arrivo al punto. Un pomeriggio ero nella mia cameretta, all’epoca abitavamo in una campagna sperduta. La mia stanza affacciava sulla nostra terra. Io ero seduta alla scrivania, con il pc acceso. Iniziai per caso a scorrere delle vignette cartoon porno (tipo i simpson o i griffin versione hardcore), allora iniziai a toccarmi il clitoride. Mi mettevo le mani nelle mutandine e sfregavo forte, mi sentivo sempre più umida e poi porca e più mi sentivo porca più mi eccitavo. Allora mi levai la maglia e cacciai una menna da fuori, cominciai a leccarmela con foga, piegando la testa. Mentre mi leccavo il seno, mi infilavo nella figa ormai bagnatissima l’evidenziatore giallo che precedentemente era stato usato per studiare greco. Dopo aver fatto i compiti avevo spesso voglia di masturbarmi. Quella volta utilizzai l’evidenziatore: era grosso ma si infilava. Ad un certo punto mi girai e vidi che alla finestra della mia camera era affacciato mio padre. Era lì fermo, aveva un sorriso che mi sembrava un ghigno di piacere. Allora io subito, per senso di pudore, mi coprii di scatto con i vestiti che erano sul pavimento. Lui continuava ad essere fermo e con la stessa espressione, gli occhi leggermente rivolti in alto. Allora quasi mi spaventai, mi sporsi alla finestra, ancora mezza nuda e con la mia quarta di tette da fuori, ed ecco mio padre: aveva in mano il suo cazzo e si masturbava furiosamente in preda all’estasi. Sentivo che bisbigliava : “ ti prego basta ti prego non posso no, no”. Io ero impietrita ma una cosa era certa, la mia figa era bagnatissima e l’evidenziatore era ancora dentro.

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