Ipotetica scopata della mamma.

Scritto da , il 2020-11-10, genere incesti

questo racconto è surreale ipotetico ma poi accaduto veramente. Ho trent’anni ben messo fisicamente alto un metro e settantacinque e come dice mia madre ben dotato con un pene di ventidue centimetri e la capocchia di circonferenza sedici centimetri lo chiamava per nome la trivella. Lei cinquantacinque anni alta uno e settanta capelli lunghi ancora tutti neri occhi verdi una bocca molto ampia con labbra carnose, ma il bello era il corpo non un filo di grasso e niente smagliature un seno ancora bello sodo alle volte vestendo abiti in seta si delineavano dei capezzoli dritti e scuri. Un bacino abbastanza grande e due chiappe belle sode a mandolino e due cosce belle formose che si vedeva che aveva fatto in gioventù tanto sport. Vederla girare per casa con vestagliette molto corte e aperte sul davanti alle volte gli ultimi due bottoni sbottonati che facevano intravvedere la micia pelosa. Ero sempre eccitato e purtroppo non potevo nasconderlo le dimensioni non erano mie alleate., lei si accorgeva del mio imbarazzo sorrideva contenta di avere fatto un figlio super dotato e giù io a farmi mega seghe con sborrate da eccessive fuoriuscite. Tutta questa armonia Un giorno fini mio padre morì d’infarto fulminante, e mia madre si vestì di nero, il suo dramma la porto a spegnersi, era ora dedicata a me a farmi vivere meno possibile il dramma. Io non volevo vederla così ormai erano due anni che la cosa andava avanti così, una mattina durante la colazione le dissi” ora basta non poteva continuare così, era ancora giovane bella e se voleva poteva ricrearsi una vita con un altro uomo”,lei non disse subito niente poi soggiunse” no altri uomini per casa non li voglio, ci sei tu che basta e avanzi, se volevo un uomo c’è l’avevo già in casa.” Si alzò e andò in camera, la sentivo che apriva cassetti e provava abiti, dopo un po’ torno vestita con i famosi abitini succinti che mettevano in risalto le cosce e un seno prosperoso senza reggiseno.Un vero spettacolo Dovetti alzarmi per andare in bagno per liberare i coglioni che se non mi sfogavo mi facevano male, scatenavo grandi ieculazioni schizzando contro la tavoloccia del gabinetto, si sentiva rumore per la violenza della sborrata, lei questo lo sapeva e alle volte lo vedeva perché non chiudevo la porta. Tornando in cucina le proposi di andare. al mare, mondello a maggio era meraviglioso, veniva già frequentato dai giovani e coppie in piacevoli effusioni. Lei era contenta della mia proposta, sali in camera per mettersi il costume io la seguii per andare nella mia camera passando davanti alla sua camera la vidi soffermarsi a guardare le parti basse e con un gesto che diceva tutto indosso il bichini molto succinto, poi un bel pareo la copriva tutta. Presi la macchina e ci dirigemmo verso il mare, si vedevano finalmente le cosce belle lisce bianche come il latte. Ho parcheggiato la macchina e poi via verso la spiaggia, erano le dieci e c’era già un certo movimento e coraggiosi che facevano il bagno. ci siamo tolti gli indumenti e la guardai era bellissima, il mio sguardo scese svelto tra le cosce, il po è gonfio dai peli che non riuscivano a trattenerli tutti, qualche ciuffetto usciva dal costumino erano neri lucidi. Per nascondere agli sguardi tale bellezza si girò mettendo in luce un culo bello a mandolino il costume a mala pena riusciva a trattenerli si era infilato tra le chiappe si vedeva il resto dei peli. Non potevo nascondere la mia erezione e anche io fui costretto a girarmi. Mamma mi dice” a casa dobbiamo fare qualcosa non puoi continuare a farti le seghe” la guardavo stupito e sempre più arrapato. Per pranzo tornammo a casa, una bella doccia ci tolse la sabbia di dosso e con l’accappatoio in dosso ci siamo seduti a tavola, mangiammo guardandoci in in volto, cosa voleva dire con quella frase, mangiai molto svelto e ho preso il caffè sedendomi in salotto la guardavo mentre riassestava la cucina, il suo bel culo danzava facendo aprire l’accappatoio. Venne anche lei a sedersi accanto a me è volutamente non chiuse l’indumento mettendo in mostra la fica pelosa e i seni che presi a baciare, non disse niente mi fece fare tutto la testa portata all’indietro mugolava di piacere. La mano destra accarezzava quel ciuffetto di peli e con il pollice e il medio sgrillettavo il suo piccolo pene., poi infilo il medio nella fica fino in fondo, era bagnata fradicia, avevo il cazzo duro come il marmo, la presi di peso mettendola a cavallo di quel pezzo di carne lo prese tutto dentro godeva come una vacca, uno smorza candela magistrale, io attaccato con le mani sul suo seno strizzavo i capezzoli, lei eccitata saltellava sulla mia mazza molto velocemente una vera assatanata, forse perché non scopava più da molti anni, gridava venendo ripetutamente il suo liquido scivolava sulla mia mazza. Venni anche io con un grido di goduria sborrando nella sua fica abbondantemente, appoggio la sua testa sul mio petto sfinita mi dice figlio mio io ti amo sono e saro’la sua donna, ogni volta che vorrai troverai le mia cosce sempre aperte, le dissi” mamma ho un desiderio depilarti la fregna”. Quando vuoi lo faremo, dandomi un bacio andò a lavarsi.




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