Valeria: Quando scoprii che mi piacciono gli uomini maturi - Cap.2

Scritto da , il 2021-08-14, genere prime esperienze

Restai tutto il pomeriggio in spiaggia ma non vidi più Massimo.
Pensai tutto il tempo a lui, alle sue mani sulla mia pelle.
Tornai a casa e dopocena, mentre mia mamma chiacchierava in giardino con le amiche, decisi di prendere la bicicletta e andare a mangiarmi un gelato, e magari rivedere Massimo.
Faceva già caldo, così misi un vestitino bianco, senza maniche, con tutti i bottoni davanti, che mi arrivava al ginocchio e un perizoma bianco senza reggiseno, come spesso faccio, non avendo un grande seno.
La mamma mi costrinse a portare anche un golfino -Guarda che poi hai freddo...- e con infradito e la mia borsetta partii con la mia bicicletta.

Feci poche centinai di metri quando un pick-up rosso mi si avvicinò, e sì, era Massimo!
-Ehi piccola, dove vai?-
-Sto andando a prendermi un gelato-
-Buona idea, dai salta su, ti accompagno io-
-Ma sono in bici..-
-Tranquilla, la carichiamo dietro-

Non opposi molta resistenza, salii in auto, e parlammo del più o del meno, anche se lui si diresse al paese vicino -Il gelato li è più buono, fidati.-.
Siamo scesi dall'auto e abbiamo passeggiato mangiando il gelato.
-Perché hai lasciato il tuo ragazzo?-
-Chi ti ha detto che l'ho lasciato io?...-
-Perché non esiste che uno sano di mente lasci una come te-
Io scoppiai a ridere, anche lui sorrideva compiaciuto.
-Era diventato ossessivo con la sua gelosia, poi voleva sempre uscire assieme ad i suoi amici..-
-E tu volevi fare altro...- mi interruppe sornione.
-Ma va, che dici???- e ridemmo ancora, attirando gli sguardi di alcuni passanti che chissà, avranno pensato,-Guarda come si diverte con suo padre quella ragazza-

Tornammo alla macchina e una volta partiti ogni tanto mi guardava sorridendo.
Ad un certo punto, svoltò in un parcheggio, io lo guardai senza dire nulla.
Spense l'auto e tolta la cintura si volse su di me e mi baciò, tenendomi il viso tra le mani.
Le nostre lingua si cercavano, lui sgancio la mia cintura e inizioa baciarmi sul collo e a sbottonarmi alcuni bottoni, fino a toccarmi i capezzoli e il seno.
Io ero come inebetita, mi sembrava di vivere un sogno.
Ad un certo punto mise la mano sulle mie cosce risalendo piano piano, fino a scostarmi il perizoma. Iniziò a massaggiarmi le labbra per poi introdurre le due grandi e nodose dita nella fessura del mio fiore.
Sospirai forte appoggiandomi con la schiena alla portiera mentre le sue dita andavano avanti e indietro da me. Io sospiravo e gemevo forte, una mano accarezzava il suo viso, mentre l'altra stringeva il braccio che muoveva le dita dentro me.
Massimo mi tolse l'infradito dal piedino destro e se lo portò in mezzo ai suoi bermuda. Sentivo il suo pene duro e gonfio contro il mio piedino, mentre Massimo muoveva anche il bacino per sentire meglio il contatto con il mio piedino.
-Godi Valeria, sei bellissima-,mi disse guardandomi negli occhi e continuando a penetrarmi con le sue dita.
Ormai sentivo i brividi di piacere che salivano lungo la schiena e venni gridando -Sìììììììììììììì-.
Massimo mi sorrise e mi baciò ancora con passione, poi portò le dita che erano state dentro di me alla mia bocca -Leccale-.
Io eseguii e poi ci baciammo ancora.

Si staccò da me, mentre il mio cuore martellava e il mio respiro cercava di tranquillizzarsi.
Si abbasso la cerniera e estrasse un poderoso pene, credo sui 18cm, ma era soprattutto la sua circonferenza ad impressionarmi.
Mi prese la mano e me lo fece impugnare, e mentre iniziavo una lenta masturbazione disse -Mi hai stregato piccola-
Mi mise una mano sulla nuca spingendomi giù, aprii le labbra e iniziai a succhiare quella punta grande e rossa, mentre i suoi mugolii di piacere mi dimostravano che stava gradendo.
-Sei fantastica... succhiamelo dai... sei la mia troietta-
Mi accarezzava la schiena e la mano mi impastava il sederino sotto il perizoma.
-Sto per venire tesoro...- preannunciò, feci per sfilarmi, ma mi tenne la testa ferma e riempi la mia bocca del suo piacere cacciando un urlo spaventoso, quasi animale.
Non mi restò altro da fare che inghiottire piano piano tutto il suo piacere, una cosa che non avevo mai fatto ma che trovai subito eccitante.
Feci un mezzo disastro, per fortuna Massimo mi porse un fazzolettino.
Ci guardammo e ridemmo.
Subito cercò la mia bocca in un bacio passionale, le mani che mi toccavano dappertutto.
-Adesso è meglio che torniamo, però voglio rivederti-
Mi sembrava un sogno
-Piacerebbe anche a me...- risposi mentre mi risistemavo.
-Io non posso uscire tutte le sere- mi spiegò Massimo -Al pomeriggio faccio il giro degli appartenenti che do in affitto, per fare un po' di manutenzione o cose simili, se ti va possiamo vederci li...-

Ci scambiammo il numero e ad una cera distanza da casa mi riconsegnò la bicicletta.
Mentre lui tornava dalla sua famiglia io tornavo a casa, rivivevo ogni secondo di questa serata, non mi ero mai sentita così femmina e donna come con Massimo.

...CONTINUA...

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