Gli ordini del mio padrone

Scritto da , il 2021-08-10, genere dominazione

Essendo la cagnetta del mio padrone quando sono in sua presenza devo sempre essere completamente nuda a quattro zampe e come prima cosa devo sempre baciargli e leccargli le calzature e, se mi viene concesso, i suoi piedi nudi. Oltre a questo devo obbedire ai suoi ordini tra cui ad esempio quello di massaggiarlo quando è stanco o di essere il suo poggiapiedi quando è seduto.
Recentemente il mio padrone mi ha dato degli ordini particolari e molto eccitanti. Ad esempio un giorno il mio padrone mi ha ordinato di andare a lavoro indossando una gonna senza le mutandine sotto, avrei dovuto far abbassare i pantaloni e le mutande a tutti i pazienti maschi che visitavo (ad eccezione dei bambini) guardando e toccando i loro genitali indipendentemente dal motivo per cui erano giunti a visita, inoltre mi era proibito masturbarli o fare sesso con loro, loro non dovevano accorgersi della mia eccitazione e non potevo toccarmi e avere orgasmi. Il mio padrone sarebbe arrivato alla fine del turno e io avrei dovuto aspettarlo completamente nuda a quattro zampe raccontandogli tutto. Obbedii all’ordine impartito dal mio padrone nonostante l’evidente difficolta in molti casi di giustificare la mia richiesta di scoprirsi le parti intime. Quello che mi eccitava non era tanto il vedere tutti quei cazzi quanto piuttosto il fatto di aver obbedito all’ordine del mio padrone, trattenevo a fatica l’eccitazione e tra un paziente e l’altro dovevo pulire i miei umori vaginali sempre più abbondanti. A fine turno mi spogliai velocemente e mi misi a quattro zampe, quando il mio padrone entrò nell’ambulatorio gli baciai e leccai le scarpe come da regola e dopo gli raccontai quanto era accaduto. Il mio padrone fu soddisfatto e toccandomi la vagina mi disse “sei proprio una cagna svergognata, senti come sei bagnata”. Come premio per il buon lavoro che avevo svolto si sedette e iniziò a masturbarsi, io ero davanti a lui a quattro zampe e potevo solo guardare, quando stava per venire mi disse ”dai cagna bevi, so che non vedi l’ora”. Io ho aperto la bocca e ho bevuto tutto il suo sperma ma poi ho anche leccato il pene del mio padrone il quale si è arrabbiato e mi ha dato due schiaffi dicendo “schifosa puttana chi ti ha dato il permesso di leccarmi il cazzo?!?! Sei proprio una troia vogliosa”. La mia punizione per quel gesto fu di bere tutta la sua urina facendogli da water e mi disse “ecco brava, dato che sei un cesso ora ingoia tutto”.
Un giorno il mio padrone mi portò nel suo giardino nuda facendomi camminare a quattro zampe dove mi fece preparare una buca quadrata (2x2) profonda pochi centimetri piena di fango. Una volta terminata la preparazione della buca mi disse “dato che sei una lurida scrofa rotolati nel fango”, io obbedii e per circa mezz’ora mi rotolai nel fango poi mi fece uscire e mi ordinò di farmi una doccia lavandomi con la canna dell'acqua che serviva per innaffiare l'orto e con uno straccio. Dopo la doccia mi portò in casa dove fece sdraiare per terra e mi disse “adesso ti scopo, puoi godere ma dovrai rimanere passiva, non potrai muovere neanche un dito, hai capito puttana?” Io risposi “ho capito padrone”, il mio padrone mi penetrò sia la vagina che l’ano e mi toccò e bacio il seno sempre con brutalità e senza mai baciarmi in bocca. Io ero immobile, il mio corpo si muoveva solo a causa dei suoi movimenti, mi limitavo a genere dal piacere ma con discrezione “mmm”, e godere dei suoi insulti “ma com'è possibile che tu sia sempre cosi bagnata brutta vacca?!”, “ti piace essere sbattuta cosi vero puttana?”, “ma non ti vergogni di essere cosi troia?”. Il mio padrone eiaculò copiosamente nella mia vagina e dentro di me speravo che quel flusso di sperma caldo e denso che mi invadeva non si fermasse mai. Anche io ebbi il mio orgasmo seppur contenuto come potevo per non infastidire il mio padrone. Come premio per non aver commesso errori mi fece leccare il suo pene e gustare un pò del suo sperma.
Un altro giorno il mio padrone mi ha ordinato di recarmi alla stazione degli autobus indossando solo una gonna e una camicetta senza quindi intimo sotto, mi sarei dovuta sedere su una panchina appartata per mezz'ora alzando la gonna fino quasi a scoprire il mio sesso e sbottonando la camicetta fino a sotto il livello del seno ma lasciandolo coperto. Passata la mezz'ora mi sarei dovuta ricomporre e sarei dovuta andare in un parco li vicino, mi sarei dovuta addentrare nel boschetto e dopo aver scelto un posto appartato mi sarei dovuta togliere sia la camicetta che la gonna restando completamente nuda rimanendo cosi per un'altra mezz'ora. Mi era fatto divieto di toccarmi e di provocare chi mi guardava, dovevo rimanere ferma seduta sulla panchina mentre nel boschetto mi era concesso di muovermi liberamente dove volevo ma solo a quattro zampe, Se in qualsiasi momento qualcuno notandomi ci avesse provato io dovevo starci e una volta terminato il rapporto dovevo riprendere la posizione precedente terminando i minuti mancanti Anche quella volta obbedii agli ordini del mio padrone, nonostante la panchina fosse in un angolo poco frequentato della stazione e la stazione fosse semivuota in quei momenti alcune persone mi notarono ma non si fermarono. Questa situazione mi eccitava moltissimo e non riuscivo a trattenere i miei umori e avevo ima voglia matta di toccarmi ma non potevo. Nel boschetto non mi notò nessuno ma la situazione era comunque eccitante perché da un momento all'altro potevo essere scoperta. Finiti i 30 minuti nel boschetto arrivò il mio padrone che ridendo mi disse "fai cosi schifo che non ti vuole nessuno anche se ti metti in mostra" e poi aggiunse "comunque sei stata brava, dai adesso fai i tuoi bisogni e poi torna a casa cagnetta", mi fece assumere un lassativo e poco dopo mi scaricai vicino a un albero mentre lui mi guardava divertito, successivamente mi rivestii e me ne tornai a casa.
Il mio padrone mi ha ordinato di scrivere questi racconti affinché tutti sappiano quanto io sia cagna e quanto gli sia fedele.

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