Punito 1

Scritto da , il 2021-07-12, genere bisex

Sara oramai ci aveva preso gusto a punirmi per le mie avventure bissesuali. Così oggi pomeriggio mi tocca andare con lei da una sua amica desiderosa di conoscere un maschietto “con il culo rotto”. Ho paura che anche questo appuntamento nasconda una qualche sorpresa, e i sospetti diventano presto realtà. Esco dalla doccia e trovo sul letto l’abbigliamento scelto da Sara per il tè dalla sua amica Lucia. Nessun intimo, un paio di pantaloni leggeri bianchi, tipo indiano, una camicetta dello stesso colore e una paio di mocassini. Le chiedo che tipo di slip vuole indossi e in cambio ricevo un sorriso. “ Nulla, non devi mettere nulla sotto i pantaloni. Anzi qualcosa si devi indossare” e tira fuori dal cassetto del suo comodino un plug nero di discrete dimensioni. Faccio per protestare ma so che è inutile, anche questa volta devo obbedirle. È la prima volta che provo un plug e non ho proprio idea come sia muoversi con quella cosa che ti apre il culetto. Mi ordina di coricarmi a pancia ingiù e gambe larghe su letto. Mi si mette alle spalle, lubrifica abbondantemente il buchino con il gel, introduce un paio di dita per aprirmi bene e poi, piano piano, mi penetra con il plug in silicone, fino ad arrivare alla base più larga. Sento che mi riempe il culetto, mi alzo e muovo titubante i primi passi, lo sento ancora di più, ogni passo è una pressione sulle pareti del mio ano, una sensazione insolita, che mi intriga e nello stesso tempo mi umilia. Sara intanto si veste e l’abbigliamento la dice lunga su ciò che mi aspetta. Indossa una perizoma rosa filo dentale dietro, reggiseno a balconcino stesso colore, reggicalze nero con calze a rete bianche, gonna di pelle nera lunga, camicia bianca, giacca e stivali fin sopra il ginocchio. Io metto i pantaloni, leggeri e quasi trasparenti sotto i quali si intravede tutto, plug compreso, la camicetta e un impermeabile. Camminare con il plug è impegnativo. Scendiamo al garage, saliamo in auto e Sara guida fino a una villetta alla periferia di Milano, dove abita questa sua amica, da me mai conosciuta. Parcheggiamo l’auto nell’ampio giardino, ci dirigiamo verso l’entrata ed ecco che sulla porta appare Lucia. Una donna di una sessantina di anni, imponente, alta, rotondetta e vestita in modo provocante. Si presenta infatti con una corta gonna in pelle bordò che fascia gambe e sedere, Stivali alla coscia e maglietta nera traforata sotto la quale si vedono due seni più che abbondanti, un po’ cadenti senza alcune reggiseno. Si avvicina a noi, sorride e bacia sulla guancia Sara, mi guarda, mi da una leggera sberla sulle natiche e passa la mano sul davanti dei pantaloni, fino a raggiungere il cazzo protetto dalla stoffa leggera. Lo afferra e lo strattona, stringendolo forte. Lancio un urlo, cerco di allontanarmi ma Sara mi blocca e invita a obbedire alla sua amica “costi quel che costi”. Lucia sorride e mi dice che posso urlare fin che voglio, intanto la villetta è isolata e nessuna ci sentirà. Mi abbassa di colpo i pantaloni, prende in mano le palle e inizia a tirarle scappellandomi il cazzo e mettendomi in bocca la sua lingua. Mi bacia appassionatamente, ricambio sperando mi aiuti a liberarmi dalle sue mani sulle palle ma il gioco va avanti per un po’ mentre Sara si spoglia e inizia a giocare con il plug nel mio culetto. Lo tira fuori lentamente per poi farlo di nuovo entrare nel buchetto violentemente, schiaffeggiandomi le natiche e allargandole. Poi Lucia smette di baciarmi, mi ordina di togliermi la maglietta e inizia a stringermi i capezzoli violentemente mentre invita Sara ad andarle a prendere lo strap on “ quello nero mi raccomando". Mi fa appoggiare al tavolo della sala, allarga le gambe, sfila il plug e la sento armeggiare con lo strap on. Lo intravedo è veramente largo. Timidamente chiedo di non usarlo, ho paura. Le due donne ridono. Sara si siede su uno sgabello davanti a me, allarga le gambe, scosta il perizoma e mi spinge la bocca contro il suo clitoride ordinando di baciarlo. Lucia appoggia la punta dello strap on sul mio buchetto, allarga le chiappe e piano piano inizia a entrare. Mugolo e lacrimo dal dolore ma la penetrazione non si interrompe e alla fine lo sento tutto dentro, mentre il bacino della donna si appoggia a me. Sono tutto aperto, il culetto è completamente occupato da quel cazzo di plastica, ogni movimento mi costa dolore e Lucia inizia a scoparmi con ritmo, incurante delle mie proteste mentre Sara spinge il suo clito sulla mia bocca. Capisco che devo soddisfarla con la lingua per non farla arrabbiare ulteriormente. L’inculata prosegue per alcuni minuti, accompagnati da schiaffi sulle chiappe, mentre Sara mi riempie la bocca dei suoi umori mentre viene travolta da un intenso orgasmo. In fondo sono bravo a lavorare di bocca, sia donne che uomini. Poi Lucia si scosta, sfila lo strap on e mi ordina di coricarmi per terra con la pancia in su. Ride del mio cazzetto molle ( ma quando mi inculano è sempre così), poi si mette a cavalcioni sulla mia testa con la figa depilata sulla bocca in modo che anche lei possa godere delle abilità della mia lingua. Quasi soffocando inizio a lavorarla. Intanto Sara prende lo strap on in mano, lo infila nuovamente nel mio culetto oramai aperto e prende in bocca il cazzetto molle strizzandomi i capezzoli. Lecco, mugolo, godo del pompino anche se il cazzo non vuole crescere e rimango in potere delle due donne per alcuni minuti, fino a quando Lucia mi riempie la faccia di liquidi squirtando abbondantemente e io riempo la bocca di Sara con la mia sborra. Lo stap on è sempre dentro il mio culetto oramai sfondato. Le due donne si alzano, mi guardano, sorridono commentando quel frocetto coricato con un cazzo un culo, il cazzetto molle e la bocca piena di loro liquidi. Iniziano a baciarsi e mi lasciano li, a terra dolorante.

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