La visita del medico fu molto invasiva

Scritto da , il 2021-04-18, genere dominazione

Katia era un'insegnante di 43 anni. Negli ultimi tempi si era assentata spesso dal lavoro, adducendo motivi di salute non veritieri. Aveva il vizio del gioco, e spesso restava a casa per giocare a poker on line. Quell'assurdo vizio, ogni tanto, la spingeva a rischiare fino al punto di dire menzogne per non andare al lavoro. Una delle tante mattine in cui era rimasta a casa (dicendo che stava poco bene) arrivò la visita fiscale del medico. Katia aveva da poco finito di giocare a poker on line, e aprì la porta preoccupata. Aveva capito che stava per essere scoperta. Indossava una vestaglia celeste che lasciava intravedere la sua avvenenza. Era castana, alta 170 cm, con una bella terza di seno. Era davvero una bella donna e se ne accorse anche il dottore. Sentendola parlare, il medico disse "signora, la vostra non mi sembra la voce di una persona con l'influenza". Katia simulò un maldestro colpo di tosse, e il dottore sospirò, lasciando capire quanto fosse patetica quella sceneggiata. Con lo stetoscopio la auscultò. Poi le visitò la gola. "Come pensavo. State benissimo, signora cara. Da quanto tempo va avanti questa commedia?" Katia, balbettando "io...pri...prima...non mi sent...sentivo bene". "Signora, la commedia è finita". Katia sentì un brivido lungo la schiena. Il suo dannato vizio le stava costando il posto fisso. La voce del dottore, all'improvviso, divenne rauca e cavernosa. "Occorre una visita più approfondita e magari troviamo qualcosa...". Aprì repentinamente la vestaglia di Katia. Lei, spiazzata e incredula, ricacciò indietro le mani del medico, dicendo "ma come si permette?!". Il dottore, con tono deciso, la guardò e disse "signo', qua ci sta poco da fare la schizzinosa. Stai nella merda, e lo sai bene". Katia abbassò lo sguardo. Lui le riaprì la vestaglia. "Signo', ti vuoi far aiutare? E allora la visita la devo fare come dico io". Mentre usava quel tono perentorio, allungava lentamente le mani sui seni di Katia, stuzzicandole delicatamente i capezzoli. Katia, seppur infastidita da quel comportamento subdolo, provò una improvvisa eccitazione e sospirò. "Ecco signo', senti? Tieni l'affanno" disse il medico con ironia. Le sue mani scorrevano insolenti sui seni di Katia. "Sei sposata, signo'?". Lei rispose "sì" con un filo di voce. E lui, mentre la toccava, disse "signo', meglio il marito cornuto che il licenziamento...". Katia sentì un senso di colpa fortissimo e, al tempo stesso, una grande sensazione di impotenza. Il dottore aveva una cinquantina d'anni ed era bruttino e grassoccio. Eppure, il modo irriverente con cui la palpeggiava le piaceva. Si sentiva sporca, Katia. Si sentiva ingiustamente ricattata e sottomessa. Ma la cosa la eccitava tremendamente. "Signo', tieni due belle zizze...complimenti", commentò il dottore, col suo accento meridionale che, durante l'eccitazione, diventava sempre più marcato. Dopo aver ampiamente ravanato tra i seni di Katia, le mani del medico scesero giù, tra le cosce dell'insegnante. Katia sospirò. "Signò, stai in affanno. Tieni un poco d'asma secondo me", disse il dottore, sorridendo malizioso. Tirò fuori il suo membro, e invitò Katia a salire su di lui. "Vieni signo'. Hai bisogno di un po' di pesce. Fa bene alla salute, il pesce...". Katia salì sopra il dottore, che rimase seduto, col cazzo dritto fuori dai pantaloni. Iniziò a muoversi sinuosa sul suo membro, dandogli il piacere che lui voleva. Nonostante lui fosse poco dotato, si dimostrò piuttosto resistente. "Piano piano, senza fretta..." le diceva, mentre consumavano con calma. "Ci tieni al posto di lavoro, eh signo'...". Katia pensò "pezzo di merda", ma non ebbe il coraggio di dirglielo. In quel momento, sentì crescere la propria eccitazione, ed anche i propri sensi di colpa. Raggiunsero l'orgasmo praticamente all'unisono. Lei si alzò subito, sdegnata dalla sua debolezza e dalla miseria umana di quel momento. Lui rimase seduto, fissando il vuoto beatamente. Poi estrasse dal taschino una penna e un block notes. "Stato influenzale avanzato con evidenti problemi respiratori. Si consigliano dieci giorni di riposo assoluto". Katia non ne avrebbe mai parlato con suo marito. Il posto di lavoro, però, era salvo.

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