Sei mesi in Antartide 1

Scritto da , il 2019-10-28, genere incesti

“Fausto, sento qualcosa che preme dietro di me. Devo preoccuparmi?”
Mio marito era partito per una delle solite missioni scientifiche, questa volta in Antartide. Sei mesi lontano da casa, secondo protocollo, e per giunta con collegamenti telefonici difficili.
Come ogni volta, mio figlio si era trasferito nel mio letto. Era un'abitudine instaurata quando lui era piccolo e suo padre si assentava. Nonostante gli anni passassero e lui crescesse, non avevo trovato inopportuno continuare questa tradizione, anche se mi rendevo conto che le sue abitudini, i suoi comportamenti si modificassero volta dopo volta. Aveva preso ad essere più intraprendente, più audace e, sinceramente, non avevo fatto nulla per scoraggiarlo ed avevo smesso molto presto di pormi domende sulla liceità o meno di certe situazioni. Anzi, per fugare ogni dubbio, avevo preso ad andare a letto, la sera, con indosso solo la camicia da notte (con mio marito uso un pigiama di foggia maschile) e senza intimo sotto, così che, con i movimenti notturni, mi capitava non di rado di rimanere a culo scoperto, sotto le lenzuola.
Era questo uno di quei giorni! Fausto era stato audace oltre ogni suo limite, ed ora sentivo chiaramente la sua cappella premere sul mio sfintere senza ritegno.
“Non devi preoccuparti di nulla, mamma! Stai tranquilla: è tutta salute!” rispose, mentre sentivo che il suo cazzo si faceva strada nel mio intestino.
“Se lo dici tu, che vuoi studiare medicina, devo fidarmi per forza!” risposi, cercando di agevolarlo nella, in realtà non difficile, impresa. Spinsi indietro il bacino e sentii chiaramente che la parte più larga e nodosa del suo cazzo era entrata. Il resto scivolo come lama calda nel burro. Ero già ad una settimana di astinenza e sentira finalmente un bastone di carne violarmi mi rese felice. Il fatto, poi, che fosse di mio figlio, di un ragazzo di quasi trent'anni più giovane di me, che mi trovava ancora desiderabile, nonostante qualche rotolino di ciccia, corroborava anche il mio ego.
Non avevo mai tradito mio marito e tutto quello che riuscivo a pensare in quel momento era perché. Cosa mi ero perso in tutti quegli anni. Fausto aveva preso un bel ritmo. Non ho mai saputo dare una risposta alla domanda se mi piacesse di più nel culo o nella fica. Mi piaceva il cazzo: punto! E, devo dire, che Fausto aveva proprio un gran bel cazzo: aveva ereditato dal padre un attributo di tutto rispetto sia in lunghezza, ma, soprattutto, in circonferenza. Se non avessi avuto il culo rotto per bene da mio marito, non credo che gli sarebbe stato così facile entrare.
L'altra domanda che non mi ponevo era perché fossi a letto, a scopare con mio figlio: mi piaceva troppo sentire quel cazzo che faceva la spola avanti e indietro dentro di me, mentre le sue mani e le sue dita tormentavano i miei capezzoli e la mia pancetta, fino a spingersi a rovistare nella mia fica.
“Dai, amore, spingi!” lo incitavo. “Sei davvero bravo! Chi ti ha insegnato? Non importa. Ora pensa a far godere la mamma che aveva tanto bisogno di cazzo. Lo avevi capito, vero? Tu sei sempre attento a far felice la mamma. E la mamma farà felice te, se continui a scoparla così. Fottimi, tesoro mio! Fottimi!”
Non aveva certo bisogno di incoraggiamento: sentivo che mi scopava con passione, con un desiderio che veniva da lontano e che, probabilmente, fino a poco prima, avevo solo rifiutato di vedere. O, inconsciamente, aspettavo che maturasse e che portasse il suo frutto. Quel frutto: una splendida scopata mattutina, in un nebbioso giorno d'autunno.
Non so a voi, ma a me non capita spesso, mentre faccio una cosa che mi piace, a quando potrò rifarla. Ma in quel momento io non riusciva a pensare ad altro, se non a godere e che volevo rifarlo presto. Ah, no! Pensavo anche che per sei mesi avrei avuto il campo totalmente libero per godermi il cazzo di mio figlio. E affanculo i bacchettoni!
“Aspetta, tesoro! Non vuoi assaggiare la fica della mamma? Papà dice che è molto dolce, sai? Dai vieni a leccarmela un po' che poi ho voglia di sentirti dentro. Il tuo cazzo non la vuole, amore?”
“Certo, mamma! Sapessi quanto tempo e quante seghe ti ho dedicato. Ma ora ti fotto io e come piace a me!”
“Come piace anche a me, amore di mamma! Sbattimi, amore, sbattimi come una troia.”
“Stai tranquilla, troia! Questo è solo l'inizio!”
“L'inizio, ma senza una fine. Vero, tesoro?”
Stavolta non rispose. Scese con la testa tra le mie gambe, le sue mani, come uno speculum, allargarono le mie labbra e la sua bocca si unii al mio sesso. Era una manovra di rianimazione, pensavo. Mio figlio stava riportando alla vita la mia fica e gli umori che copiosi gli donavo lo spingevano al successo. Sentii i suoi incisivi vellicare il mio clitoride, lo strinse tra le labbra e lo succhiò, come volesse estrarlo da me e portarselo via e in quel momento avvertii un fuoco che si impossessava delle mie viscere, dei miei angoli di lussuria più remoti, inesplorati ed una vertigine mi troncò il respiro, spingendomi a convulsioni inaudite, prima di lasciarmi abbandonata sul letto, con ancora il mio piccino tra le gambe ed un lago di umori.
“Fermati ora, amore! Dammi un paio di minuti, ti prego! Dio, se sei stato grande. Ma tra un po' voglio godere di nuovo. Sei bravissimo, tesoro mio! Non scopavo così da... ho perso il conto. Ma ora tu dovrai farmi recuperare il tempo perduto, amore. Lo farai per la tua mamma?”
“E la mamma? Cosa farà per me?”
“Tutto quello che vorrai, amore! Ma solo fino a quando mi farai godere così!”
Parlando gli carezzavo la testa, intrufolando le mani nei folti capelli, come si fa con un figlio, non con un amante. Ma lui era mio figlio. Ed era anche il mio amante, ormai. Lo avevo deciso, senza riflettere: lo volevo, mi piaceva e del resto non mene fotteva un cazzo. Lasciò che gli ultimi strascichi di quell'orgasmo così devastante abbandonassero il mio corpo, poi riprese, baciandomi i capezzoli, titillandoli con la lingua, mentre due dita si intrufolavano nel mio sesso, che prese a lubrificarsi di nuovo. Io continuavo ad accarezzargli il capo con una mano, mentre l'altra aveva raggiunto i suoi glutei e si alternava tra la parte muscolosa, fresca della sua gioventù ed il solco che proteggeva l'orifizio. Massaggiavo ora la parte tonica, risoluta, ora la parte tenera e rugosa, osando far scivolare un dito all'interno per pochi centimetri. Lui non si sottrasse né all'una né all'altra, continuando ad indugiare sui miei seni, che ora stringeva tra le mani, come a volerli spremere, leccando il solco generato tra questi e la pancia.
“Amore, fai sentire alla mia micetta quanto mi desideri?”
Sollevò lo sguardo ad incrociare il mio e, sono sicura, potè leggervi tutta la lussuria, tutto il peccato che ci covava e che lo voleva travolgere e trascinare. Mi accarezzò il volto.
“Sai, mamma! Ho sempre pensato che tu fossi una gran puttana ed ero orgogliosissimo. Ma ora credo che tu voglia diventare ancora più troia ed io voglio aiutarti!”
“Sì, amore! Fammi diventare una vera troia. Scopami, ora!”
Si stese accanto a me.
“Sei tu la maestra: scopami tu, dai!”
Non me lo feci ripetere. Gli salii in groppa e presi il suo cazzo: per prima cosa volevo mostrargli una pratica che a me piaceva tantissimo e che non lo avrebbe fatto venire. Misi il cazzo tra le labbra della mia fica, in modo che non mi potesse penetrare e cominciai a muovermi avanti e indietro. Lo sentivo che sollecitava la mia vagina ed il mio clitoride, senza entrare. E sentii di nuovo il fuoco salire dentro di me, mentre perdevo, lentamente, ma inesorabilmente, il controllo dei miei movimenti, mentre il corpo perdeva la ritmicità flessuosa del suo andirivieni, smorzandosi e riprendendo ed urlo spaventosa emerse dal mio ventre per perdersi nell'aria della camera. Mentre di nuovo sentivo il mio corpo vibrare irrefrenabilmente e sudavo. Sudavo sulla fronte, sudavo sul collo, sudavo tra i seni e sotto. Sudavo tra le gambe ed il sudore si mischiava a nuovi umori. Stavo per chiedergli di nuovo una pausa, ma lui mi anticipò. Sollevandomi con forza, puntò il suo cazzo dentro di me e mi penetrò. Era giunto al limite anche lui, poverino. Mi bastò saltare su e giù qualche volta che lui si contrasse, lanciando una specie di grugnito e capii che stava dedicando al mio utero la parte migliore della sua giovinezza. Forse sarebbe stato meglio evitare, ma un amplesso condizionato è frustrante: lo sarebbe stato per me, peggio ancora per lui. E poi qualsiasi conseguenza l'avremmo affrontata: eravamo amanti, ormai.

Questo racconto di è stato letto 1 8 5 2 0 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.


racconti arotici  racconti inceto  suocere che scopano generi  racconti erotici tra mamma e figlio  racconti erotici con donne mature  raccontii erotici  storie vere porno  racconti eroticiincesto  raccpnti porno  erotici rac  cazzo in culo racconti  cunnilingus racconti  incesti nonne nipoti  raxconti erotici  racconti primo anale  moglie esibizionista racconti  racconti erot  racconti erotici massaggio  racconti esotici  racc sess  racconti erotici in barca  femdom storie  eroticiracconti.it  racconti erotici di stupro  cerca racconti erotici  racconti porno mamme  eroticaracconti  racconti lesbo  racconti erortici  racconti erotic  erotic racconti  racconti erotici gratuiti  racconti erotici incesto sorella  mia moglie racconti  racconti erotici tra suocera e genero  racconti pissing  racconti erotici ingoio  stori porno  racconti zoofili  racconti porno per donne  racconti di guzzon  incesto nonna  racconti gay padre e figlio  racconti di sesso gratis  racconti eotici  racconto erotico  racconti porno di incesto  storie eroriche  racconti erotici con il cane  racconti arotici  racconti xxx zoofilia  racconti eroptici  racconti veri sex  racconti erotici zoofilia  storie vere di donne che tradiscono  storie erotiche incesto  raccontinerotici  raccontier  racc sess  storie eccitanti  storie sesso  racconti sesso animali  racconti erotici collant  racconti clisteri  storie di sesso gratis  racconti sauna gay  racconti erotici ita  storie porn  racconti erotici zoofilia  raccontierotico  racconti porno free  storie di e per adulti  storie vere lesbo  la moglie in calore  racconti sodomia  racconti erotici cornuto  racconto porno gratis  racconti erotici animali  racconti dominazione  storie lesb  porno racconti incesti  generi racconti gay  racconti erotici zie  racconti erotici piedi  suocera nudista  racconti porno con cani  www.eroticiracconti.it  racconti di tradimenti erotici  racconti cucold  racconti erotici gay & bisex  raccnti erotici  sesso trio  racconti punizione  racconti erotici di mia moglie  annusami i piedi  storie di sesso estremo  racconti cuckold bisex  i generi racconti