La madre del mio amico

Scritto da , il 2019-05-22, genere incesti

Il mio nome è Enrico, sono nato e cresciuto in un piccolo paese della Toscana e da poco mi sono trasferito fuori per studiare. Non appena l'università lo permette ne approfitto per tornare a casa e godermi la mia famiglia ma sopratutto gli amici di sempre, con cui ho condiviso tutto nella mia adolescenza: le prime sbronze, le nottate fuori e naturalmente la pubertà, con tutto ciò che comporta. Come tutti i ragazzini di quell'età è capitato che ci riunissimo per masturbarci in gruppo; Nessun contatto fra di noi naturalmente, ma l'idea di dimostrare in pubblico la propria virilità ci eccitava e spesso ci portava a gareggiare fra di noi per chi avesse l'arnese più lungo o chi sparasse la sborra più lontano. Io con il mio cazzo di 18 cm mi sono sempre divertito a fare la parte dello spaccone con chi aveva dimensioni più ridotte, in particolare con Carlo, che aveva avuto in dotazione dalla natura uno scarso equipaggiamento. Ma al di fuori di questo specifico momento avevamo un rapporto molto stretto, tanto che fui l'unico a cui ebbe il coraggio di dichiarare la sua attrazione per la madre. D'altronde lo capivo benissimo, visto che sua madre Giulia era stata più volte protagonista delle mie fantasie: capelli biondo scuro, occhi verdi, terza di seno e un sorriso capace di resuscitare i morti. Nonostante non fosse una fissata del fitness aveva un corpo da favola, con le curve nei punti giusti e sopratutto un carattere estremamente femminile. Ero tornato da poco a casa per le ferie estive, quando Carlo mi informò della separazione dei suoi genitori, a causa dei continui tradimenti del padre. Come un uomo non passasse tutto il tempo a trapanare una figa come Giulia non lo capivo, ma sapevo che il mio amico aveva bisogno di supporto, decisi quindi di passare la mattina seguente da lui per convincerlo ad uscire e distrarsi. Così il mattino dopo ero a casa sua cercando di persuaderlo a venire con il resto del gruppo al fiume.
«Lo so che non stai bene, è proprio per questo che devi venire con noi»
«Lascia stare Enrì» rispose Carlo, laconico come sempre «non mi va. Magari poi ricominciate con le solite prese in giro e non sono proprio in vena»
«Ti giuro che non riderò del tuo pisellino. Non oggi almeno.»
«È proprio di questo che parlo. Dai facciamo un'altra volta, non mi va neanche di lasciare mamma da sola»
Proprio in quel momento si affacciò sull'uscio di casa Giulia, con solo il bikini addosso.
«Tesoro è da un sacco che non ti vedo! Cosa fai sull'uscio, entra! Io e Carlo stavamo per fare il bagno in piscina, vieni con noi. Hai il costume?»
Non si può dire di no ad una donna simile, scansai con forza Carlo e la segui nel corridoio « Certo Giulia. Stavamo pensando di andare al fiume con gli altri ma Carlo mi ha detto che preferiva restare qui, vero?»
«Bene allora. Prendo un paio di cose e sono da voi.»
«Che cazzo fai?»chiese Carlo appena la madre si fu allontanata.
«Passo un po' di tempo con te. Non sei mica l'unico che vuole godersi uno spettacolo simile. E comunque hai bisogno di compagnia.»
Ci dirigemmo verso il cortile, e al riparo di una sdraio mi cambiai. Vedere Giulia solo con quel costume addosso aveva stuzzicato la fantasia, e quando mi spogliai per indossare il costume naturalmente avevo il cazzo barzotto.
«Almeno contieniti» disse Carlo abbassando lo sguardo
«Guarda che è la tua stessa condizione. Solo che a te non si nota» scoppiammo entrambi a ridere, tornando immediatamente seri quando Giulia fece il suo ingresso in cortile. Aveva con sé una grossa bottiglia di liquore e 2 bicchieri.
«Mamma non hai bevuto abbastanza per oggi? Sono solo le 11.30.»
«Tranquillo tesoro, ho solo voglia di distrarmi un po'. I bicchieri sono per voi» disse mentre ce li porgeva «io bevo dalla bottiglia. Non vi dispiace vero?» Brindammo subito e tra una nuotata e diversi brindisi («Alla mia ritrovata autonomia!» rideva Giulia) eravamo tutti decisamente su di giri. Giulia, che aveva bevuto più di tutti, accese la radio e iniziò lentamente a dondolare i fianchi, lasciando sia me che Carlo estasiati da quella scena. Quando si accorse dei nostri sguardi ebbe un primo momento di imbarazzo ma poi sembrò ripensarci, iniziando a muoversi ancor più lentamente e guardandomi fisso negli occhi. Languidamente fece scendere lo sguardo fino al costume e lentamente si passò la lingua sulle labbra. Non mi sembrava possibile che fosse così ubriaca da dimenticarsi di suo figlio e provarci con me, ma se volevo ottenere qualcosa era meglio agire prima che tornasse lucida. Mi diressi verso di lei e le cinsi il bacino con le mani mentre iniziavo a dondolare seguendo il suo ritmo. Il suo sguardo diceva tutto, ma la sua voglia divenne ancor più palese quando aderì il suo corpo al mio, facendomi sentire i suoi capezzoli duri sui miei.
«MAMMA! ENRI'! CHE CAZZO FATE?»
Sussultai tornando per un attimo alla realtà e vidi Carlo che, seduto sulla sdraio ci fissava con occhi sgranati, nonostante le mani sul costume a mutandina lasciassero intuire il suo stato.
«Non rompere Carlo. Hai visto tante volte tuo padre fottersi le sue amiche e adesso vorresti fare il puritano con me? Come se non sapessi di chi è la sborra sulle mie mutandine nei panni sporchi» rimasi ancor più esterrefatto di prima, e tornai a guardare Giulia, che ormai non aveva più nulla della madre provocante ma remissiva che conoscevo da sempre.
«Esatto Enrico...mio marito mi tradiva e mio figlio si segava guardandoli...nonostante gli lasciassi usare le mie mutande..» mentre sussurrava queste parole aveva iniziato ad accarezzarmi il cazzo da sopra il costume, finché non si era messa in ginocchio di fronte a me.
«Ho veramente tanto bisogno di sfogare la mia rabbia...» e mi abbassò il costume, liberandomi il cazzo che era diventato di pietra per la situazione. Iniziò a dargli piccoli colpi con la lingua, mentre con una mano mi accarezzava per tutta l'asta.
«Lo sapevo che eri messo bene. Sappi la tuta che indossi di solito dice tutto della tua mazza»
Ringraziai l'alcool e la sete di vendetta di Giulia e mi girai a fissare Carlo, che anche se era bianco in volto, aveva preso a masturbarsi da sopra il costume. Risi sguaiatamente e avvicinai il cazzo al viso di Giulia, che mi sorrise prima di avvolgerlo nella sua bocca. La sua calda e umida lingua sulla cappella era una sensazione micidiale, ed io sentì l'eccitazione darmi alla testa. Presi a scoparle la bocca, e quando lo tiravo fuori per farla respirare le passavo il cazzo sulla guancia, sporcandola con il mio seme mischiato alla sua saliva.
«Guarda bene Carlo. Guarda tua madre» urlavo a Carlo che adesso ci fissava muto mentre si masturbava. Il pensiero che il figlio ci stesse guardando mi faceva perdere ogni freno inibitorio, facendomi assumere un atteggiamento aggressivo e provocatorio con entrambi. Le slacciai il reggiseno e dopo averla palpata un po' presi a scoparmi le sue fantastiche tette. Ogni volta che poteva Giulia si sporgeva in avanti con la lingua per accarezzarmi il cazzo, mentre si masturbava con una mano. Naturalmente volevo penetrarla, ma quando feci per stendermi mi fece segno di no e ricominciò a spompinarmi con più foga. La troia voleva gustarsi lo sperma davanti al figlio, o forse non era abbastanza ubriaca per farsi scopare con lui che la guardava. Carlo nel frattempo era venuto già diverse volte, ma a esattamente come le sue dimensioni aveva un periodo refrattario minimo. Quando sentì l'orgasmo crescere dal fondo dei coglioni, le cacciai il cazzo da bocca e lo diressi verso la faccia. Bastarono due colpi di mano per inondarla di sborra, colpendola sulla guancia e sulla fronte.
«Meglio di mio marito persino nella sborrata...piaciuto lo spettacolo tesoro?» sorrise Giulia mentre fissava il figlio negli occhi. Mentre mi guardavo il cazzo sgocciolare sborra sul viso di Giulia, capì che quello era solo la prima partita di un gioco ancora più eccitante.

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