Toy Boy

Scritto da , il 2021-08-15, genere tradimenti

Sono sdraiata sul letto a cosce aperte. Un giovane di ventidue anni mi sta leccando la fica e sono vicina all’ennesimo orgasmo, che sta per esplodere in tutta la sua potenza. Tremo dal piacere. La sua lingua è come quella di un serpente: si insinua dentro di me con rapidi movimenti rotatori e le mie cosce, poste sopra le sue spalle, gli permettono di portare le mani in alto e di torturarmi i ca-pezzoli. Sento una nuova ondata di piacere scorrere dalla testa verso il ventre, incontenibile. Mi stupisce la facilità con cui riesce a portarmi così velocemente all’orgasmo. Scossa dall’ennesimo orgasmo, giro lo sguardo alla mia sinistra: i miei occhi osservano il viso estasiato di mio marito Giulio, che ammira l’operato del giovane Luca mentre mi stravolge a suon di leccate. È Giulio che comanda il gioco. Oggi ho compiuto quarant'anni. Questo è il mio regalo speciale, come lo ha de-finito lui. In piedi, vestito, al lato del letto, osserva eccitato tutto ciò che il ragazzo mi sta facendo, senza perdersi un solo gemito del mio piacere.

«Ora mettiglielo in bocca!» ordina.

Prontamente Luca si stacca dalla mia fica, si inginocchia al lato del letto e io mi ritrovo il suo splendido cazzo, di notevoli dimensioni, davanti alla faccia. Sono scioccata; non avevo mai visto nulla del genere e, nello stesso tempo, un brivido di paura mi percorre tutto il corpo.

“Sarò in grado di ospitare dentro di me questo palo di carne, che non riesco a stringere, neanche usando entrambe le mani?”

Non mi lascia il tempo di riflettere, sento la cappella pronta ad entrarmi in bocca, cerco di aprirla il più possibile, ma non riesco a farla entrare.

«Succhialo, leccalo bene, che poi ti scopa!»

È di nuovo la voce di mio marito a riportarmi con la mente a quello che sto vivendo, un bellissimo sogno che si avvera. Le mani di Luca mi toccano i seni, sono estasiata, lo voglio e Giulio sembra leggermi nel pensiero.

«Prendila! Ora mettiglielo dentro!»

Mi distendo supina, apro le cosce. Sento la cappella avvicinarsi alla fica. Ho un attimo di esitazio-ne, che subito viene fugata dal farsi strada del membro dentro di me. Mentre sento il palo scivola-re lungo le pareti della vagina, abbondantemente lubrificate, la voce mi muore in gola. Spalanco la bocca, ma non riesco a dire nulla, poi, di colpo, sento la cappella battere contro il collo dell’utero e un orgasmo mi sconvolge improvviso, tremendo. La voce non esce dalla mia spalanca-ta bocca, ma l’urlo lo sento io dentro di me. Luca si ferma, mi lascia il tempo di riprendermi, ed al mio corpo di abituarsi a quel palo dentro di me.
La sensazione che ne ricavo è come se fossi stata sverginata per la seconda volta! Allungo la mano e scopro che solo tre quarti del cazzo è dentro ed io mi sento come penetrata da un meraviglioso palo, che prende a muoversi dentro e fuori. Ad ogni affondo, ne entra ancora un po'. Il fiato non torna, la bocca è sempre spalancata, ma ho di nuovo un orgasmo. Un debole lamento è tutto quel-lo che riesco a far udire, mentre il mio corpo, teso per l’orgasmo, ora si abbandona come una bambola di pezza. Lascio che lui mi sbatta, abbandono ogni reazione, sono sua. Un giocattolo nelle sue mani, affascinata dalla potenza del suo membro che mi scopa, sfonda, impala, mi uccide di un piacere mai provato. Perdo il conto degli orgasmi. Sono in uno stato di semi incoscienza dovuta al tanto godere, poi sento la voce di Giulio che impartisce un nuovo ordine.

«Cambia posizione, mettila sopra!»

Lui esce dal mio corpo. Improvvisamente avverto come se dal mio corpo ne fosse stato strappato un pezzo: una terribile sensazione di vuoto fra le gambe, la fica oscenamente aperta. Mi riprendo a mala pena, lui si sdraia sotto, io mi alzo e poi mi appoggio al suo petto, respiro corto, poi riesco a cavalcare il palo, lo porto alle labbra della fica che ancora erano rimaste dilatate e mi lascio ca-dere di peso sul piolo. Mi sfonda, ma non mi importa, lo voglio.

«Prendilo tutto! Sbattitelo dentro, godi, che poi ti faccio fare il culo!»

La voce di mio marito mi scuote dal torpore, mentre un forte brivido di paura mi assale. Dove lo metto un palo così, nel culo? Non ho tempo di riflettere. Lui incomincia a lubrificare il buchetto posteriore. Mette del gel insinuando prima un dito, poi due e, alla fine, tre. Godo. Lo sento arriva-re in gola il cazzo di Luca, ma continuo a godere ininterrottamente, fino a che, sfinita, mi accascio sul suo petto.

«Dai, è ora di romperle il culo!»

Temevo quel comando e, nello stesso tempo, non aspettavo altro. Mi rigirano, mi mettono un cu-scino sotto il ventre, così il mio sedere rimane bello alto, perfettamente in linea con il cazzo di Lu-ca.
Giulio tiene entrambe le chiappe aperte.

«Luca, ti prego, fa piano».

Riesco appena a dire questo, quando sento la cappella iniziare l'avanzata dentro di me.

«AAAHHHIIII…Piano! Aaaaaaaaahhhhiiiii!»

Grido, sento che mi spacca il culo. Inesorabile, lui entra, stringo i denti, cerco di rilassarmi. Giulio lascia le chiappe e si porta, con la mano, sotto di me a titillarmi il clito. Mi provoca subito piacere e l’inculata diventa, ben presto, più piacevole.

«Mettiglielo dentro tutto, sfondala! Spaccalo tutto!»: ordina Giulio.

Luca obbedisce prontamente. Spinge il cazzo tutto dentro le mie viscere e, improvvisamente, sento lo scroto sbattere sulle chiappe.

«Oddio! L’ho tutto dentro!»

Una soddisfazione enorme mi assale: sapere che ho accolto nel culo quel palo immenso mi provo-ca il mio primo orgasmo anale. Godo e tremo di piacere. Distrutta, mi abbandono. Sento lui che ora mi pompa a ritmo accelerato. Giulio, allora, apre la patta dei suoi pantaloni e tira fuori il caz-zo, niente a che vedere con il palo che mi scopa; è un cazzetto di pochissimi centimetri e di una circonferenza non più grande di un dito pollice: me lo mette in bocca, lo succhio con avidità, men-tre lui incita Luca a sborrare.

«Devi venire anche tu! Riempile culo e viso!»

Intanto sento che lui mi sborrerà presto in bocca: è eccitatissimo. Luca aumenta il suo ritmo, io trattengo un poco mio marito, ma l’ennesimo orgasmo mi sconvolge. Immediatamente ricevo la sborrata di Giulio: la ingoio, è poca, e nello stesso momento Luca inizia a farcirmi il culo con schiz-zi di caldissima sborra, mentre urla come una bestia al macello:

«Sborro!»

«Anche in bocca!»

Arriva perentorio l’ordine di Giulio. Sento per l’ennesima volta strappare il palo da dentro il mio corpo e, subito dopo, alcuni schizzi di bianco nettare mi colpiscono il viso. Apro la bocca e riesco ad intercettare l’ultimo, mentre la sborra mi cola dal culo e dal viso. Luca si distende, ansimante per lo sforzo, accanto a me. Il suo meraviglioso corpo sudato, emana un profumo di maschio che mi stordisce. Giulio si avvicina al mio viso, mi bacia sulla bocca, ancora impastata di sborra, ci succhiamo la lingua a vicenda. Adoro quest’uomo. Lo amo da morire. È dolce, sensibile, mi ama alla follia. E poi, questa pazzia di trovare ed assumere esclusivamente per me un giovane per sco-parmi. Lui, quando ci siamo sposati, mi disse subito che aveva il cazzo piccolo; in effetti sarà lungo, si e no, dieci centimetri e pochissimi di circonferenza, ma lo amavo tanto, che non me ne importò nulla.
A letto, in tutti questi anni, è stato un compagno perfetto: mi leccava fino a sfinirmi e mi metteva dentro il suo cazzetto, che quasi non lo sentivo. Mi ha anche proposto di andare con altri uomini, ma, l’amore che provo per lui non mi permetteva di umiliarlo.
Col tempo si è reso conto che non poteva andare avanti così. Allora, prima abbiamo cominciato con dei vibratori, poi un suo amico medico, che presta assistenza sanitaria dentro un orfanatrofio, gli ha parlato di alcuni elementi ben dotati, che spesso la direttrice si scopava. Giulio ha chiesto a lui di esaminare i migliori, sia dal punto di vista fisico che della dotazione. Il responso è stato che vi erano tre potenziali candidati: il primo, ben messo fisicamente, era ben dotato; il secondo, più massiccio era molto dotato; il terzo, Luca, meno prestante fisicamente, era quello con una dota-zione fuori dal comune.
Giulio mi guarda: sono sfinita dal piacere e mi dà un altro bacio.

«Sono contento che il mio regalo ti sia piaciuto. Buona notte amore mio».

Si alza dal letto, va verso la porta ed esce per andare a dormire nella camera degli ospiti. Mi rigi-ro e abbraccio Luca: da questa notte, nel mio letto ci dormirà solo il mio giocattolo

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