Tutto iniziò per un film 5.

Scritto da , il 2021-07-31, genere dominazione

Poco dopo però suonò nuovamente il telefonino ed era Samanta che mi faceva presente di volere essere presente anche lei con i giochi tra me e Stella ed allora non mi rimase di preparare una borsa e metterci bollitori alcool ecc., ecc., ed un frustino che avevo acquistato al negozio di articoli da cavallo, aggiungendoci infine il clistere ed andai dritto in via Magenta, da Samanta appunto. Quando arrivai lì, mi aprì proprio Stella e subito notai che era ancora più eccitante della prima volta lì. La seguii in camera e, quando vidi che stava iniziando a spogliarsi, la fermai e presi l'iniziativa io ordinandole di togliere prima la maglietta ed il reggiseno, dopo fui io a sfilarle gli slippini ed a slacciarle la gonnina corta corta che le copriva appena la metà delle affusolate cosce. Le andai ad infilarle un dito nella fighetta che, dopo un pò di toccamenti iniziò a far uscire umori argentei che assaggiai leccandomi il dito, poi aggiunsi al buchino un altro dito e sditalinai fino a sentire che erano viscidi di umori appunto. Intanto le osservavo il viso che, date le sue proporzioni, sembrava proprio che avevo a che fare con una ragazzina inesperta e timida, infatti lei mi guardava in modo curiosissimo, come se si fosse trattato del suo primo incontro e rapporto sessuale in seguito alla conoscenza di un uomo. La presi quindi con dolcezza stringendola abbracciandola e poi l ficcai la lingua in bocca e lei subito mi attorcigliò la sua alla mia, intanto le palpavo il sodo ma soffice culetto, pensando poi che quel paffuto sederino sarebbe stato in poco tempo un portaspilli perchè martoriato dagli aghi di siringhe. La feci sdraiare sul letto e, spalancatole le cosce, le leccai la fighetta, scendendo poi al culetto slinguandole l'ano che si stringeva ed allargava contemporaneamente, così, quando la sentii più rilassata, la rigirai a pancia sotto e, dopo messole un poco di gel all'ano, le infilai il cazzo già paurosamente duro turgido e la sodomizzai a lungo fino a sborrarle tutto dentro. Rimasi dentro di lei qualche minuto poi la rigirai e, allargatele le cosce, la penetrai nella gihetta già colante umori. La scopai venendo tre volte prima di fare uscire il cazzo da lei e chiamai Samanta che mi aveva chiesto di potere essere presente lì, mentre Stella riceveva aghi nel culo, sforacchiandole le natiche. Quindi fu Samanta a tenerla ferma mentre io la legavo con le fascette che stringevano solidamente i polsi l'uno contro l'altro ed altrettanto facemmo con le caviglie. Diedi poi i bollitori a Samanta perchè andasse in cucina a farli bollire, intanto io preparavo il cotone già imbevuto di alcool e mettevo sul letto il frustino che sarebbe servito come dissuasorio se Stella si metteva a fare capricci per non farsi fare le punture che certo avrebbe già immaginato non essere piacevoli da ricevere. Poco dopo arrivò la negrotta con un vassoio con i bollitori che facemmo raffreddare ed intanto io baciavo in bocca Samanta poi lei passava a baciare Stella in bocca e le ciucciava i seni e la biondina già smaniava per il piacere che provava. Io sentii che le siringhe erano appena tiepide così una per una le preparai e poi riempii con l'acqua distillata. infilai sempre lentamente il primo ago nella natica di Stella che subito urlò per il dolore che le avevo fatto appena provare e subito dopo spinsi a fondo lo stantuffo per scaricarle mel culetto l'acqua bruciantissima. Stella urlò ancora di più di prima ed iniziò a supplicarmi di smettere il gioco ed allora, per fare sperimentare una nuova mano, dissi a samanta di punzecchiare lei Stella con la seconda siringa che subito le stavo preparando. Samanta, emozionatissima alla sua prima iniezione, prese dalla mia mano la siringa ed andò subito ad infilare l'ago alla natica già resa dura dal muscolo ma la mano fu ferma e l'ago superò ugualmente la carne facendo urlare ancora di più di prima Stella. Samanta attese da me il consenso a spingere lo stantuffo ed io lo diedi con un occhiolino ed allora il dolore fortissimo si propagò causandole una contrazione del muscolo della natica e la coscia di Stella s'irrigidì maledettamente: Nonostante la supplica di Stella a smettere di bucherellarla ancora, io e Samanta le infilammo in culo i sei aghi facendole subire uleriore dolore scaricando gli stantuffi fino all'ultima siringa. Sopo dopo che avevamo terminatole punture, capimmo il dolore che Stella ancora stava provando con l'irrigidire della coscia. Cercai di farle dei massaggi energici ma dopo mezz'ora non migliorava affatto. Chiamammo così la Guardia Medica che venne subito e non fece domande sullaccaduto anche perchè era assai nota quella "casa" di piacere in Roma.Diede a Stella una compressa da prendere subito e poi aggiunse una pomata che le lasciò per massaggi a lungo, poi se ne andò via. Pensai poi di fare a Stella un clistere ben caldo perchè così avrebbe sentito meno dolore al muscolo. Quindi glielo facemmo tenendola ferma e, quando dopo dovette andare in bagno a scaricarsi il pancino, la portai io tenendola in braccio e, dopo che si ripulì a fondo, la riportai sul letto e mi misi a sbaciucchiarla facendola godere schizzando umori. Con Samanta vicino, io la baciavo in bocca, sul collo, dietro alle orecchie e poi scendevo alla fighina, ma Samanta le andò a leccarle il culo e Stella subito m'implorò di scoparla anche focosamente senza preoccuparmi dell'eventuale dolore che avrebbe provato. Io guardavo i suoi occhioni e quasi ero pentito per averla fatta così gridare di dolore, così tornai a baciarla in bocca e dopo la penetrai scopandola dolcemente e lei d'improvviso mi abbracciò ai fianchi, sussurrandomi nell'orecchio che dopo mi avrebbe chiesto di farle anche il culetto ed io...giù a baciarla in bocca e, dopo che le sborrai tutto in figa, la tenni stretta a me poi la rigirai e la inculai lentamente, gradualmente, spingendomi tutto dentro di lei ed infine, quando sborrai, la presi per mano ed andammo a farci una doccia. Dopo che eravamo rivestiti, Chiamai Samanta e le misi in mano duecento euro, chiarendo poi con Stella che tra noi avremmo regolarizzato il conto poi. Presi la mia borsa ed andammo dritti alla mia auto dove salimmo diretti a casa mia. Giunti al mio portone spensi il motore e lì potei baciare Stella in pace. salendo poi in acsensore baciandola ancora più intensamente e, giunti dentro casa mia, la presi in braccio e la posai delicatamente sul divano. Dopo che vidi avevamo da mangiare bene in casa, andammo a letto e facemmo ancora l'amore e lei lì mi fece il più gustoso bocchino dal primo momento del nostro incontro.

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