Come sono diventato schiavo della mia fidanzata -Una giornata particolare-(2)

Scritto da , il 2021-04-13, genere dominazione

Il giorno dopo mi svegliai, e come tutte le mattine pulii il bagno per la mia fidanzata padrona, le preparai la colazione e gliela portai a letto, svegliandola. Appena vide la colazione mi disse :"Riportala in cucina e prepara un brunch per me e la mia amica, poi togliti dalle palle e chiuditi da qualche parte". Eseguii.
Poco dopo sentii che loro mangiavano senza dire una parola, come durante la cena della sera prima.
Passò il tempo necessario per la colazione e la mia fidanzata mi ordinò di ritornare nel salotto. Trovai lei vestita come sempre, e cioè jeans nero a zampa, sandali in cuoio, strap-on nero grande allacciato, e la "X di nastro isolante che le copriva i capezzoli, ma la sua amica trans non c'era. Mi fu tolta la gabbietta della castità, e una volta legate le braccia dietro la schiena, la mia fidanzata padrona mi disse "Tranquillo amore, passerai una bella mattinata!". Ogni tanto si lasciava andare a qualche parola dolce, ricordandomi che in fin dei conti, eravamo sempre e comunque fidanzati e che lei era fedele e affezionata a me. Subito dopo mi disse "Tra 2 minuti viene la mia amica, ma nel frattempo scegli un numero da 1 a 30". Sapevo che a queste domande non avevo una reale possibilità di scelta e quindi scelsi il 30. Non finii nemmeno di pronunciarlo che la mia fidanzata mi scaricò 30 schiaffi in faccia fortissimi, ridendo di gusto. Una volta terminato, urlò in modo antipatico e irritante (come suo solito) "STRONZAAAAAA VIENI!!!". Si presentò la sua amica trans, sempre coi tacchi fissati ai suoi stessi piedi, con le braccia legate e il cappuccio di iuta verde a coprile la testa, proprio come l'avevo lasciata la sera prima. Camminando verso di noi inciampò e cadde, ma la mia fidanzata le ordinò di alzarsi subito, e una volta in piedi, chiese anche a lei di scegliere un numero da 1 a 30. La risposta fu "uuhhm uhhm"...era imbavagliata. Le toccarono 30 calci, coi sandali ai piedi, su tutto il suo corpo tonico e allenato, di cui diversi in mezzo alle gambe, che le provocarono un'erezione. A quel punto, sia io che l'amica trans avevamo il nostro cazzo al massimo, e la mia fidanzata, dopo aver fatto piegare a 90 la sua amica, comunicandoglielo tramite un pugno sulla schiena, mi ordinò di leccarle il suo buco del culo, prevedibilmente largo e già sfondato. Sorprendentemente mi piacque un sacco, perché nonostante lei fosse una trans, non aveva proprio nulla di maschile (tranne ovviamente l'apparato sessuale) e quindi fu come leccare il bel culo poderoso di una donna, a tal punto che quasi glielo scopai con la mia lingua. Furono minuti di enorme goduria per me e per l'amica trans, e speravo che la mia fidanzata potesse farmi qualcosa al cazzo, qualsiasi cosa, ma non accadde. Poco dopo mi fece un'inaspettata domanda :"Vuoi i miei piedi?" e con la mia lingua ancora in culo all'amica le dissi di si, aspettandomi ovviamente un feetjob.
Mi ero illuso... le sue intenzioni erano bel altre. Sotto sua indicazione ci dirigemmo verso il divano a la mia fidanzata si sedette, ordinando a me e alla sua amica di inginocchiarci. Si tolse i sandali di cuoio , senza tirarmeli violentemente in faccia come suo solito. Mi fissò, accavallò le gambe e mi disse :"Succhiale il cazzo!". Rimasi atterrito e flebilmente mi uscì dalla bocca "Ma i tuoi pied...?" ma non mi fece neanche concludere la domanda che con violenza mi prese la testa e mi infilò il cazzo della sua amica in bocca. Fino ad allora avevo solo succhiato qualche volta il suo strap-on, e quel vero pisello grande di ventidue cm mi procurava sensazioni strane. Subito dopo, come se non bastasse, iniziò a spingermi la testa con i suoi piedi, facendomi succhiare sempre più profondamente il cazzo durissimo della sua amica.
"Eccoli qua i miei piedi, puttana. Ora pensa a succhiare e guai a te se togli la bocca!". Quel mio pompino fu per me abbastanza straziante, nonostante mi eccitasse avere i piedi in testa della mia fidanzata padrona, e che quel cazzo era veramente veramente bello. Dopo qualche minuto iniziai a sentire l'amica trans fare dei versi di goduria da sotto il cappuccio, che le venivano attutiti dal bavaglio alla bocca. Poi arrivò l'indesiderato ma inevitabile, e venne copiosamente nella mia bocca. Questa cosa mi provocò la reazione spontanea di allontanare la mia bocca, che era ormai già semi piena della sua sborra, ma la mia fidanzata intervenne istantaneamente togliendomi subito i suoi piedi dalla testa e dicendomi in tono molto arrabbiato e violento "Oh, che cazzo stai facendo?! Ingoia tutto!!!", e così mi rimise il cazzo sborrante della sua amica in bocca e dovetti ingoiare tutto, leccando in fine quello che avevo fatto cadere sul pavimento.
Mi sentivo a terra, umiliato come non mai, mentre la mia fidanzata mi guardava fisso negli occhi molto intensamente. Si alzò, si rimise i sandali in cuoio e prendendomi a calci mi iniziò a dire :"Muoviti, vai in camera, MUOVITI" e appena io mi alzai per andarci, mi fece capire che invece dovevo muovermi da terra, spostandomi tramite i suoi calci. Una volta arrivati in camera sua mi fece sdraiare sul letto e lei si spogliò, togliendosi anche il nastro isolante che le copriva i capezzoli. Erano circa due anni che non la vedevo così, da quando avevamo un rapporto normale. Rividi il suo culo bello grande, le sue cosce e soprattutto la sua vagina. Si avvicinò e mi chiese :"Da quanto non ti faccio scopare con me, puttana?", le risposi che erano passati poco meno di due anni e lei mi disse :"E allora stai buona qui giù, perché ora ho voglia di scoparti, e non ti azzardare a venire prima di me!". Salì sul letto, e senza indugiare prese il mio cazzo in bocca, tenendo gli occhi fissi su di me, alternando delle succhiate profonde a delle leccate. Poco dopo si staccò, e lentamente inserì il mio membro nella sua vagina, non staccando lo sguardo dai miei occhi nemmeno un istante. Si sedette letteralmente su di me, riempendosi interamente col mio pisello e allungando le gambe verso il mio viso, piazzandomi i sui piedi in faccia. Pochissimo dopo ne avevo uno interamente in bocca che quasi mi soffocava mentre lei ballava sul mio uccello. Stavo venendo, ma non potevo rischiare, e la mia fortuna fu che poco dopo venne lei, presa da un eccitazione violenta che le faceva infilare ancora di più il suo piede nella mia bocca e schiaffeggiarmi con l'altro, mentre con le mani mi tirava pugni sulle gambe e sul corpo. Poco dopo si alzò, e sfilatosi il mio cazzo dalla vagina, si dette una calmata. Iniziò a segarmi dolcemente mentre mi accarezzava il volto e mi baciava delicatamente sulle guance, sorridendomi affettuosamente come un tempo. Non passò neanche un minuto e le chiesi "Posso venire?".
Un "NO!" violento, secco e imperativo fu la sua risposta, che venne accompagnata da violentissimi schiaffi e sputi sulla mia faccia, mentre continuava a segarmi. Mi tirò, dopo pochi secondi, giù dal letto e mi assestò dei calci a piedi nudi in mezzo alle gambe. Mi lasciò lì, per tornare solo a rimettermi la gabbietta della castità al mio membro ormai moscio e dolorante, e mi trascinò per i capelli e a suon di calci fino a fuori al terrazzo, chiudendomi lì.

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