Le ansie di un figlio

Scritto da , il 2021-03-08, genere incesti

Prima di accingermi a scrivere la mia storia mi sono letta decine di racconti dello stesso tema per verificare se altre mamme avessero avuto situazioni in cui mi sono venuta a trovare io, vuoi per conforto o vuoi per condivisione.
Quando misi al mondo il mio bambino per le complicazioni dovute al parto mi dissero chiaramente che non avrei avuto altre maternità.
Questa cosa mi fece attaccare alla mia creatura in modo totalizzante avvolgendolo in una iper protezione assoluta.Per il primo anno di vita dormì sempre nel lettone perchè rifiutando il ciuccio, bastava anche un piccolo fastidio per destarlo dal sonno. Io per calmarlo lo attaccavo al seno anche se era già sazio, scoprii da subito che questa pratica gli portava un sollievo rigenerante. Per cui anche negli anni a venire, ogni qual volta lui attraversasse momenti di ansia e inquietudine presi l'abitudine di attaccarlo al mio capezzolo mentre con le dita lui giocava con quello libero. Questa abitudine conservata fino alle scuole medie ci aveva ancora più uniti e non nego che desse anche a me un fortissimo piacere, perchè sin da ragazza ho avuti capezzoli molto pronunciati ed estremamente sensibili, sicuramente la mia maggior zona erogena.
Tutta questa simbiosi è stata troncata in modo netto e deciso quando mi accorsi con l'arrivo della adolescenza che lui, in modo forse anche non completamente volontario, cominciava a reagire non già come un bambino ma come un ometto davanti ad una donna.
Non perdeva occasione di cercare ripetutamente un abbraccio appoggiandomi il suo membro eretto addosso, di toccarmi i seni. A tutto questo io reagivo ergendo un muro invalicabile, provocando in lui un'ansia e una inquietudine sempre pronta ad esplodere.
Ogni giorno si ripeteva senza soluzione di continuità uno stillicidio di avvicinamenti e fughe sempre più esacerbate.
Alzando da parte sua l'asticella della provocazione, ha incominciato in un modo ossessivo e compulsivo a spiarmi in ogni momento possibile obbligandomi a nascondermi come una ladra. Lui invece non si nascondeva affatto, più e più volte si è fatto trovare con il suo cazzo in mano a masturbarsi furiosamente. L'ultimo anno con tutte le sue conseguenze nefaste ha fatto diventare la situazione addirittura parossistica. Ecco forse questa pandenmia, mi ha forse costretta a guardare questa situazione sotto una nuova lente. L'impossibilità per questo ragazzo di avere anche sfoghi esterni come è normale per un ragazzo della sua età ha incominciato a muovere in me una sorta di giustificazionismo. La tristezza vista nei suo occhi quando a novembre ha compiuto 18 anni senza nemmeno avere la possibilità di poter uscire per una pizza con i suoi coetanei, ha incominciato a sgretolare il mio muro.
Ecco che se durante il giorno riuscivo ad essere irreprensibile e altera, durante la notte i miei sonni cominciavano ad essere popolati da visioni oniriche del suo cazzo durissimo che puntualmente vedevo venire nella mia bocca. Quella che sino ad allora era una sua agitazione adesso stava diventando mia in modalità sempre crescente.
Non so esattamente cosa successe quella sera, non era la prima volta che lui spiava me e mio marito mentre facevamo sesso, so solo che percependo la sua presenza sono stata presa come da un raptus, ho fatto cambiare posizione al suo papà in modo da sedermici sopra dandogli le spalle così da essere frontale a mio figlio. Ci siamo trovati a fissarci negli occhi, in modo osceno e rumoroso ho incominciato a saltare su e giù strizzandomi i capezzoli per aumentare il mio piacere e arrivando infine ad avere un immenso orgasmo unitamente al mio ragazzo.
Da quella notte molte cose cambiarono nel mio atteggiamento, tornare ad essere molto affettuoso nei suoi confronti. Quando eravamo soli in casa lo deliziavo muovendomi con mis molto succinte, lasciavo sempre la porta spalancata in camera mia quando mi cambiavo e in bagno mentre mi lavavo. Era incominciato un gioco costante di continua seduzione. Fin quando un pomeriggio, facendomi una doccia completamente sotto il suo sguardo lubrico, decisi una volta uscita dal bagno di andare in camera mia a darmi su tutto il corpo la crema Rilastil. Lui era ovviamente sulla porta a guardarmi, feci l'operazione con una lentezza e lascività esasperante, poi mi sedetti sulla poltroncina divaricando in modo osceno le gambe e incominciai con una mano a masturbarmi e con l'altra a torturare i miei capezzoli, fino a portarmi ad un orgasmo devastante!!!
Lui rimase incredibilmente come una statua di sale senza muovere un dito, spostandosi quando io finii nella sua camera. Ancora nuda come un automa lo seguii, trovandolo steso nel letto con il suo cazzo in mano, mi inginocchiai ai piedi dello stesso, sostituii la sua mano con la mia impugnando quello scettro, durissimo, bellissimo, caldissimo e poi dando corpo alle mie visioni oniriche lo portai alla mia bocca. Per una donna un rapporto orale da maggior controllo sul proprio uomo, si ha un ruolo più attivo rispetto a quello passivo della scopata, con la bocca si ha un maggior controllo sulla crescita iperbolica dell'orgasmo maschile, la si può accelerare, rallentare, fino a quando poco prima che venga lo senti gonfiare come un pallone che dovesse esplodere. Ecco tutto questo sentii del mio ragazzo, quando venne tremava come una foglia, io mandai giù tutto ma non mi spostai di un millimetro, la tensione del suo membro rallentava ma non di molto, e allora mi dissi no non mi stacco. Come una indemoniata ricominciai a lavorarlo con calma, con pazienza, con cura, in un tempo che sembrava dilatato fino a portarlo ad un secondo travolgente orgasmo, durante i quale riuscii a venire anche io.
Finalmente mi staccai da lui, lo guardai, aveva degli occhi estasiati. Con un filo di voce mi disse: "lo faremo ancora mamma?" ed io gli risposi: "vedremo figlio mio, vedremo..."

Sono graditi commenti e confronti, soprattutto da mamme.

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