Il muratore

Scritto da , il 2021-02-23, genere gay

Primavera di due anni fa dovetti fare dei lavori in una seconda casa che possiedo in campagna. Si trattava di piccoli lavori che affidati a un costruttore che lavorava in rima persona con l’aiuto di due muratori. Venivano al mattino alle 8 e dopo la sosta a mezzogiorno continuavano sino all’imbrunire per poi andare via. I lavori sarebbero durati 10 giorni e così fui costretto a recarmi per tale tempo in campagna lasciando mia moglie che sicuramente si sarebbe consolata con altri uomini. Dopo i primi due giorni al terzo giorno uno degli operai non andò via con il suo datore di lavoro per avviarsi a piedi da solo verso il paese. Anche il giorno dopo l’operaio, un uomo dell’est sui 40 anni che si esprimeva bene in italiano, volle rimanere per andare via a piedi. Prima di andarsene però, mi chiese se gli davo il permesso di lavarsi con il tubo che era collegato al fontanino esterno. “Devo andare da una donna e vorrei andarci pulito” mi disse. E io gli risposi di fare con comodo avviandomi in casa. Dopo circa 10 minuti, avvertendo ancora lo scroscio pensai avesse lasciato il fontanino aperto e, quindi, uscii per verificare. Fui quindi molto colpito dal fatto che l’uomo, che mostrava un bel fisico scolpito nel suo metro e ottanta, in slip si stesse insaponando per evidentemente lavarsi ancora. Lo slip bianco, bagnato, appariva del tutto trasparente, tale da farmi vedere le muscolose natiche. Sentendomi il giovane si voltò e potetti quindi ammirare il suo poderoso cazzo, tanto grande che a stento era contenuto nello slip. Rimasi incredulo a fissare suo inguine mentre la punta del cazzo faceva capolino oltre l’elastico. “Non ti dispiace se mi spoglio” disse quindi il mio ospite, “così mi lavo meglio”. Gli dissi di fare pure e tolte le mutande apparve il suo cazzo in tutto il suo splendore, una proboscide che arrivava a mezza coscia. Vedendo che continuavo a guardargli l’uccello senza tornare in casa “è grande, lo so, ma a me va bene cosi”. Gli chiesi cosa volesse dire. Un po’ titubante e vergognoso mi confidò che verlo così grande comporta difficoltà, non solo a metterlo dietro a una donna ma, a volte, anche davanti e che invece, la ragazza dove sarebbe andato, aveva una fica accogliente anche se, purtroppo, non si faceva neppure toccare il culo che a li piaceva. Mentre lo ascoltavo io ammiravo estasiato il suo cazzo, con le palle appena molli e la peluria morbida e invitante sotto un ventre magro e con poca peluria. “Ma – disse quasi leggendomi nel pensiero – mica ti piace?” Gli dissi che non avevo mai visto un cazzo così grande e lui un po’ ironico: “perché ne hai visti molti?”, Risposi che negli spogliatoi delle palestre se ne vedono molti mentre lui proseguiva: “E ne hai provato qualcuno?”. Gli dissi che qualche volta ero stato con uomini e che ero sposato e che io ero ben lontano dalle sue dimensioni. “Spogliati” mi chiese tra il perentorio e il curioso. “Non qui, potrebbero vederci dalla collina di fronte, se vuoi entriamo in casa” e mi avviai mentre lui mi seguiva nudo. In casa si entrava da un ambiente cucina collegata a un tinello con tavolo e due divani da cui, mediante una scala, si saliva nelle due camere da letto. Entrati in cucina, non resistetti e glielo presi in mano quasi per tirarlo versi i divani nel tinello. “Allora, dai spogliati anche tu mi disse”. Mi tolsi i vestiti scoprendo il mio piccolissimo cazzetto. Lui si mise a ridere indicando il io uccellino… “ma tua moglie si accontenta?” “Non so, credo di no” risposi, ma mom avevo finito di parlare che lui mi aveva fatto girare mettendomi una mano sul culo. “Hai un bel culo, due belle chiappe sode”, e intanto mi stringeva i glutei. Poi allargandomeli “ehi che bel buchetto, si vede che non è vergine”. Dicendo questo si era eccitato tanto che il suo cazzo ora si ergeva duro quasi dritto in verticale ben oltre l’ombelico. “Vieni” mi disse tirandomi per la nuca verso il divano e, sedutosi, diresse la mia testa verso il suo cazzo “succhialo, dai succhialo” ed io lo tenevo già in bocca. Dopo un po’ però mi ha fermato e rialzatosi mi ha messo in ginocchio sul divano, con le spalle verso di lui. Ed ecco che tenta di penetrarmi. Il suo cazzo è duro e bollente, ma grosso e il tentativo non riesce. Corre in cucina e mentre mi chiedo cosa stia facendo torna con un pezzo di sapone bagnato. Gli vedo il cazzo insaponato e, non contento, insapona anche il mio buco. Quindi riprova. Stavolta il cazzo scivola dentro, ma non va più della cappella. Io mi faccio male… “togli togli, mi fa male”. Obbedisce, ma appena fuori ci riprova. Ora entra con più facilità e, piano piano, mi entra tutto. Scopiamo con veemnenza, a tempo, come se l’avessimo sempre fatto il muovendo il culo e lui il bacino e onmovimenti sempre più serrati infine sborra. Sono esausto. Lui no. “Non vado stasera da Antonietta… Ora devi riprendere il pompino, devi farmelo venire presto duro che voglio scoparti ancora”. Siamo stati tutta la sera a scopare e mi è venuto in culo per ben tre volt, ma entrambi non ci saremmo mai stancati di farlo. “Ciao a domani e… acqua in bocca mi ha detto salutandomi mentre mi palpeggiava il culo.

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