La cuginetta - Capitolo 7

Scritto da , il 2020-10-14, genere incesti

La mattina seguente mi svegliai abbracciato alla mia cuginetta, che dormiva ancora con la testa appoggiata al mio petto. Le accarezzai i capelli e lei aprì gli occhi, mi guardò e sorrise. Ci baciammo e poi lei scivolò fuori dal letto. "Vado a farmi la doccia, vieni?" mi chiese. Mi alzai anche io e la seguii.
Entrammo nella doccia e Cristina aprì l'acqua che iniziò a scorrere fresca sui nostri corpi nudi. La afferrai e la baciai. Poco dopo lei si scostò, dicendomi "Scusa ma ora devo lavarmi".
Prese il bagnoschiuma e iniziò a insaponarsi. Mi avvicinai, ma mi fece segno di stare fermo e godermi lo spettacolo. Riprese ad insaponarsi, indugiando sul suo seno. Se le massaggiò, pizzicandosi i capezzoli finché le divennero duri. Mentre con una mano continuava a giocare con una tetta, con l'altra scese, accarezzandosi la pancia, poi si sfiorò il pube, allargò leggermente le grandi labbra e iniziò a farsi un ditalino. Era uno spettacolo meraviglioso e non riuscivo a trattenermi e iniziai a segarmi.
Cristina si tolse il dito dalla vagina, se lo succhiò e disse: "Ora tocca a te, devo insaponarti, girati" mi disse. Mi insaponò le spalle, poi scese lungo la schiena e arrivò a massaggiarmi il culo. Poi si avvicinò, mi cinse e da dietro mi insaponò il petto mentre strusciava le tette contro la mia schiena. Il suo seno morbido contro la schiena mi eccitava da pazzi, poi scese con le mani, massaggiò i miei addominali e poi cinse il mio membro con le sue mani. Cominciò a fare su e giù dolcemente, poi scostò una mano e con questa iniziò a giocherellare con le mie palle mentre con l'altra continuava a segarmi. "Voglio che mi scopi ancora" mi sussurrò all'orecchio. "Posso prenderti da dietro?" le chiesi. "Sì disse lei, ma niente culo!" rispose. Si girò e si piegò in avanti.
Avevo davanti a me lo spettacolo del suo culetto sodo e rotondo e la sua figa leggermente aperta che sembrava invitarmi ad entrare.
Con una mano presi il mio cazzo e appoggiai la cappella alla su figa. "Pronta?" le chiesi. "Fammi urlare dal piacere" mi rispose. Spinsi i fianchi in avanti e la penetrai. Cristina iniziò a gemere di piacere. Le misi le mani sui fianchi e cominciai a stantuffare avanti e indietro e la osservai. Il fiore tatuato alla base del collo, la sua schiena nuda e bagnata sotto cui si intravedevano le sue tette ondeggiare avanti e indietro e il suo culetto sodo che seguiva il ritmo dei miei colpi erano un'immagine che difficilmente avrei dimenticato. Il suo culo era un'opera d'arte, tolsi le mani dai suoi fianchi e iniziai a palpeggiarle le chiappe. Ogni volta che gliele strizzavo la sentivo gemere e la sua figa stringeva con più forza il mio cazzo, mandandomi in estasi.
"S-s-sculacciami so-sono s-s-tata u-u-na cu-cu-cuginetta cattiva" balbettò lei. Alzai la mano destra e le diedi uno schiaffetto sul culo. "PIÙ FORTE!" intimò lei. Le diedi una sculacciata più decisa. "PIÙ FORTE!" urlò lei. Le schiaffeggiai il culo con forza. "SÌ" gridò di piacere. Continuai a sculacciarla con forza, muovendo i fianchi sempre più velocemente. Sentivo i suoi succhi scorrere lungo la mia asta e la sua figa contrarsi, non mi mancava molto per venire, presi a stantuffare ancora più velocemente, mettendole entrambe le mani sul culo.
Improvvisamente Cristina iniziò a twerkare, facendomi impazzire, il mio cazzo pulsava di piacere, non riuscii più a trattenermi e le sparai la mia storia nella sua stretta figa ululando di piacere. Inarcò la schiena e anche lei, raggiunto l'orgasmo, urlò di godimento.
Lo tirai fuori, ci baciammo, mi sorrise e mi ringraziò. Finimmo di lavarci e iniziammo a vestirti e preparare le valigia. Cristina, gli zii e i miei avevano un treno verso le 11, io sarei rientrato la sera con l'ultimo treno.
Stavo chiudendo la mia valigia, quando notai che Cristina mi guardava con aria triste. "Che c'è?" le chiesi. "Cuginetto, questo weekend è stato fantastico, mi hai fatto godere come mai nessun'altro ma non ce la faccio ad andare avanti". Mi raggelai. "In che senso?" chiesi. "Questa relazione incestuosa e segreta, non me la sento di portarla avanti, vivo con i miei, sarebbe troppo complicato e non lo accetterebbero mai. Ti prego di non insistere, fa già male così" aggiunse con le lacrime agli occhi. Il mondo mi crollò addosso, avevo toccato il cielo con un dito e ora la realtà mi schiaffeggiava duramente.

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