Mia zia.

Scritto da , il 2019-06-06, genere incesti

Nella mia famiglia c'era l'usanza di riunirsi per le feste importanti dell'anno: Natale, Pasqua e qualche giorno per ferragosto, così io undicenne, attendevo l'arrivo dei mie zii e di mia cugina che, come me, cresceva ed attirava la mia attenzione alle sue gambe una volta storte, da adolescente stavano diventando invece due belle cosce che avrei voluto tanto scorrere con la mano, accarezzandogliele, senza però trascurare il suo culetto sodo ed un visino così grazioso che avrei voluto baciare tutto. Nel frattempo però non trascuravo l'osservare mia zia che possedeva cosce chilometriche e due seni da scoppiare fuori dalla camicetta ed un culo che avrei voluto toccarle, stringendolo. Chiaro che tutto ciò mi provocava un'erezione da ragazzino e mi dannavo la mente perchè non trovavo una plausibile scusa per esplorare le due bellezze che mi roteavano dentro casa. Confessai questo mio desiderio ad un mio compagno di scuola e proprio lui trovò la soluzione: il gioco del dottore! Fantastico mi dissi, ottimo! Venne il giorno del loro arrivo ed io, presa mia cugina in disparte, cominciai a parlarle di giochi nuovi che mi ero inventato da fare insieme e le dissi proprio del classico gioco del medico ed ammalato, spiegandole che avremmo dovuto essere tutt'e due protagonisti in due volte, ovvero, prima io medico, poi lei, così ognuno interpretava i due ruoli. Mi osservava incuriosita quando le spiegavo il gioco ma si prestò subito a fare l'ammalata che io dovevo visitare, infatti andammo nel fienile, ( dimenticavo di fare presente che io vivevo in campagna ) e lì la feci sdraiare sul fieno, fingendo che stavo visitandola appoggiando l'orecchio sul suo seno già pronunciato, poi passai all'altro e le dissi di alzarsi la gonnellina per visitarla di sotto e lei lo fece senza opporsi ed io le abbassai le mutandine che scoprirono il suo peloso inguine. Le toccai il grilletto e lei fece un sospiro che subito mi fece smuovere il mio cazzetto e le infilai l'indice nella fighina, fino a sentire la barriera dell'imene che conoscevo appena, vedendo un libro di anatomia di mio padre, Medico. Lei sospirava, eccitandosi da farmi sentire sulla mano lo scorrere dei suoi umori. Stavo quasi per farla girare a pancia sotto per poterle vedere il culetto ben tondo, sodo, ma sentimmo un fruscio sul fieno ed era sua madre, cioè mia zia, che veniva appunto ad avvisarci che erano tutti a tavola ad aspettarci e vidi che fece finta di non avere visto nulla ma mi lanciò un'occhiata di rimprovero che mi gelò il sangue nelle vene. Pranzammo tutti, poi, dopo il caffè dei "grandi", mia zia mi prese per mano dicendo a tutti che voleva fare due passi con me a parlare tra noi. Io mi sentii impacciatissimo ma lei mi accarezzava le guance dandomi dei "buffetti" che quasi mi staccavano la pelle ma io facevo l'espressione del fesso che non capiva nulla e ce ne andammo a passeggiare. Silenzio fino a che non arrivammo agli ulivi dove c'era un grosso cespuglio e lei mi fece cenno di sdraiarci sull'erba all'ombra e mi chiese che cosa stavamo facendo io e sua figlia. Le dissi che stavamo parlando di scuola ed allora lei mi prese facendomi piegare e sdraiare sulle sue tornite ed appetitosissime cosce e, calatomi i calzoncini, mi abbassò anche le mutande e giù sculacciate sul mio culetto che poco dopo era già arrossato. Smise di sculacciarmi e poi mi disse che aveva visto benissimo sua figlia mezza nuda ed io che la palpavo dappertutto, così voleva la verità. Le confessai che mia cugina mi piaceva molto ed avrei voluto vedere come era fatta e lei scoppiò a ridere e mi abbracciò stringendomi, spiaccicandomi le sue tettone sul viso e dandomi baci sulle guance. Poi lei si alzò in piedi e, sollevata la gonna, si calò le mutandine facendomi vedere la sua figona pelosissima e con le labbra assai gonfie dal piacere e mi disse di toccarla tutta. io lo feci titubante ma poi vidi che lei provava qualcosa con la mia toccata tento che mi disse che mi avrebbe insegnato come si lecca e si sdraiò sull'erba aprendo le sue coscione e guidandomi la testa fino a farmi tirare fuori la lingua che guidò sulla sua figa e mi disse di leccarla come fosse un cono gelato ed io lo feci provando subito un gran piacere e , quando lei se ne venne, lavandomi il viso con i suoi umori abbondanti, io sentii il mio cazzo raddrizzarsi un poco. Dopo che lei si asciugò la figa con un fazzolettino, mi disse di stendermi sull'erba e si prese il cazzo tutto nella sua bocca, facendo scorrere le labbra su e giù e, quando sentì che stavo per provare il mio primo orgasmo, mi accarezzò le palle e succhiò il glande fino alla mia prima sborrata che avvenne copiosa che lei ingoiò tutta. Dopo che passò qualche minuto ad accarezzarmi e baciarmi nella bocca, si rimise a farmi un secondo pompino ed appena sentì il cazzo gonfiarsi un poco, mi disse di mettermi sopra di lei e, guidato dalle sue mani, mi ritrovai il cazzo dentro la sua figona e lì mi diede dei colpi di pancia per ritmare il movimento dello scopare. Quando me ne venni, mi fece sborrare tutto dentro di lei fino all'ultima goccia. Mi fermai guardandola negli occhi e lei mi baciò in bocca e lì la strinsi abbracciandola, godendo da matti. Ci ricomponemmo e ci avviammo verso la casa e lei mi fece promettere di non insidiare più sua figlia ma di scopare solo con la zietta. Che bella quella mia prima esperienza e non fu l'ultima!

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