La mia prima volta...sesso anale

Scritto da , il 2018-07-02, genere incesti

Sono una ragazza che va al liceo. Alta 1,65, magra, capelli corti-castani con la frangia.
Quella che racconto è una storia successa realmente.

Mia madre è partita con il nuovo partner e io rimango a casa da sola poiché:
– tanto sono solo 2 giorni –
– Ci sono gli zii per ogni evenienza –

Sabato sera mi lascia andare a ballare con le amiche alla condizionale di tornare presto, infatti, lo zio ha la direttiva di passare a prendermi.
La serata parte bene e il cocktail fa subito effetto: inizio a pomiciare con il primo ragazzo carino che ci prova, siamo eccitati e di nascosto entriamo in un bagno. Mi bacia con tanto trasporto e inizia a toccarmi dappertutto, non capisco cosa succede se non che mi sfila il perizoma.
Sono eccitatissima e vorrei scopare subito! Abbassa i suoi jeans e inizio a fargli una sega, mentre mi fa un dito e ci baciamo.
Dice che è abituato a di meglio… mi chino e lo prendo in bocca, voglio farlo arrapare quanto lo sono io! Ho l'intenzione fargli capire che ci so fare. Gli piace e mi tiene la testa, dopo poco arriva in gola un primo getto che mi coglie del tutto di sorpresa. Mi sposto, (doveva almeno avvertire) e lui viene.
Ho lo sperma in bocca, ma ha anche sporcato dappertutto, compresa la mia camicetta.
Prendo i fazzoletti e sputo la sua sborra, mi pulisco, lui intanto si riveste e gli dico:
“Ti va?” Facendo gli occhi dolci.
Non capisce e si rimette l’uccello dentro ai pantaloni, rialzandomi in piedi gli dico
“Lo facciamo?”
Risponde che è soddisfatto. Sono spiazzata riprendo il perizoma da terra e scopro che è sporche della pipì della toilette. Stizzita lo avvolgo in un fazzoletto, lui ridacchia ed esce dal bagno.

Mi pulisco come meglio posso e continuo a imparanoiarmi:
“Non riesco a scopare neanche quando voglio”
“E se dicesse ai suoi amici che non ho niente sotto??”
“Ora come faccio a uscire??”
“Puzzerò di sborra…”
Ero ossessionata e persino eccitata; ho pensato pure di masturbarmi, ma sentivo le mani piene degli spermatozoi di quel tizio… e poi volevo proprio il cazzo.
Scrivo allo zio di venirmi a prendere, metto il perizoma nel sacchetto dei fazzoletti.

Quando arriva lo zio esco di corsa dal bagno, saluto le amiche con un messaggio e vado diretta alla macchina.
Lo zio intuisce che qualcosa, però non proferisce parola. Inizio a raccontargli qualcosa, lui però mi ignora.
Sono nevrotica e vorrei attenzioni. Gli confesso di essere nuda sotto perché quando pomiciavo con uno le abbiamo appoggiate per terra in un bagno ed erano poi “pisciate”, a quel punto lui mi risponde dicendo di non dire minchiate. Insisto, ma lui ribadisce di non credermi, a quel punto mi è scattata come una molla e anziché pensare a quello che stavo facendo agisco: non alzo semplicemente la gonna, ma la tolgo proprio!
Rimango praticamente nuda dall’ombelico agli autoreggenti. Mi dà uno sguardo e prosegue con la guida.
“Wow lo zio è gay” gli dico.
Prendo l’Iphone e faccio un giochino. A un tratto sento delle buche, alzo lo sguardo e siamo su una strada sterrata.
“Dove stiamo andando?” chiedo.
“A scopare” risponde con risolutezza.

Non comprendo se scherza. Mio zio è il fratello di mia madre, lo conosco da quando sono nata e tante volte mi ha ripreso facendomi la paternale.
Lo ignoro e torno al cellulare.
Si accosta in una stradina che porta verso una cascina e inizia a fissarmi proprio la figa.
Provocandolo gli chiedo: “Vuoi farci una foto?”.
Risponde: “Non fare la scema e abbassa il sedile”
Calo il sedile e dico:
“Vediamo quando inizierai il solito cazziatone”
Mi guarda male, toglie i pantaloni della tuta restando con delle mutande bianche… che situazione bizzarra! Allungo la mano per toccargli il pacco, ma mi ferma il braccio, sorrido perché dalla sua reazione intuisco che non si spingerà oltre.
Prende il cellulare e dice di avvisare la zia che faremo tardi. Ormai non ci gli credo e accenno un semplice “ok”.
Mi invita a spogliarmi: tolgo prima la camicia, le scarpe, gli autoreggenti, abbasso il sedile e infine levo il reggiseno appoggiando sopra il braccio per nascondere le tette.
Si posiziona sopra di me rimanendo volto con volto volto, non riesco a fissarlo negli occhi e lui scende nell’antro dove ho le gambe. Mi osserva dal basso, mi tolgo il braccio dal seno ed esclamo:
“Immagino sia la prima figa che vedi”.
Mi chiede dove sono le mutandine, prendo la borsetta e tiro fuori il sacchetto, facendo la scema faccio per appoggiargliele in faccia. Lui me le strappa dalla mano e le lancia fuori dal finestrino.
“Fai pure con comodo, tanto è il mio”
Non dice nulla e inizia ad annusare i piedi, poi sale fino ai polpacci, appoggia la lingua nell’interno coscia e ogni centimetro che percorre lo accompagno con sospiri profondi.
Arriva vicino alla figa e ho un brivido forte alla schiena e mi contorco.
“Quanto vorrei che me la leccasse…!” Penso.
Accosta la lingua sopra al clitoride e se fino a un minuto prima lo avrei fermato ora ho cambiato decisamente idea: voglio venire!
Ogni linguata reagisco, balzo e mi contorco, è una sensazione sublime… alcol, sesso e rischio

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