Natale con zia Rosalba (parte 1 )

Scritto da , il 2018-03-28, genere incesti

Dopo la prima avventura con zia i nostri incontri si diradarono: nel periodo che va dall'estate al Natale ci siamo visti solo due volte, con conseguente rapporto sessuale. Questo perché come aveva detto a parole zia Rosalba si sentiva in difetto verso la famiglia per il suo cedimento; ma come mi ha confessato al nostro terzo incontro intimo, pur provandoci non riesce a fare a meno della mia compagnia e di conseguenza dei nostri rapporti sessuali. Nelle due occasioni in cui ci siamo visti il copione non è stato molto diverso dal nostro primo rapporto, tranne per il fatto che ora zia riesce a tenere gli occhi aperti durante il rapporto. Forse sembrerà una sciocchezza, ma guardarla negli occhi mentre la sto montando è una sensazione indescrivibile; nel suo sguardo si legge tutto il piacere che prova, con un misto di estasi e paura. Inoltre ho capito bene che zia Rosalba non ha mai praticato sesso anale, perché in una occasione mi sono avvicinato con la mano per toccarle il buchetto, ma lei si è subito irrigidita. Il fatto che sto per raccontare è avvenuto in occasione del Natale, e corrisponde praticamente al quarto incontro fra me e zia. Come tutti gli anni ci riuniamo in famiglia a casa di mia madre; ci sono tutti i parenti comprese mia zia Rosalba, le mie due cugine e i rispettivi mariti e figli. Il pranzo, lungo come sempre andò bene, ma io non riuscivo a togliere gli occhi di dosso da mia zia. era vestita semplice: la gonna con calze e stivali, e sopra una maglia tradizionale; niente di sexy ma il solo sbirciare le sue rotondità dalla maglia mi faceva pensare al momento in cui la vedo nuda. Parlavo con tutti ma la mia vera attenzione era tutta per mia zia; a volte fingevo di avvicinarmi per entrare nei loro discorsi o di sedermi vicino a lei fingendo di dover mangiare o bere qualcosa. Una volta quando la vidi andar in bagno ero tentato di seguirla solo per poterla ammirare. Nemmeno la visione di mia cugina minore, venuta vestita praticamente come una troia al pranzo, riuscì a distrarmi. Così mandai un messaggio al cellulare di zia Rosalba dove le chiedevo se dopo il pranzo potevo recarmi a casa sua per darle il mio regalo. La risposta arrivò dopo tempo perché era impegnata molto a parlare con gli altri parenti ed ammetto che l'attesa fu tremenda; quando lessi la sua risposta però fui ben ripagato. Un semplice OK scritto che per me voleva dire un piacevole dopo pranzo. Il pranzo fu lungo e pure i saluti. Ma verso le 17 tutti se ne erano andati. Io andai a fare un giretto verso il centro in attesa che zia mi mandasse un messaggio per dirmi di essere tornata a casa. Fu come una liberazione il messaggio che mi arrivò "vieni pure sono andati via tutti ed io sono a casa da sola". Letteralmente volai e coprii il tragitto nel mino tempo possibile. Quando arrivai dentro casa, zia Rosalba era ancora vestita come al pranzo. Mi salutò con un bacio a stampo sulla bocca. La volevo, ma prima dovevo darle il regalo che le avevo comprato. Le detti il sacchetto e lei sorpresa mi disse: "Non me lo potevi dare con gli altri?". Io imbarazzato un po' le dissi di no. come ebbe aperto il pacco lo capì anche lei. Le avevo comprato un completo intimo: niente perizoma ma una brasiliana tutta pizzi e particolarmente trasparente, più un reggiseno di pizzo coordinato senza ferretti, in modo che le sue tettone fossero libere di cadere. Non so bene il motivo ma le tette cadenti di zia Rosalba mi fanno impazzire. Guardandola notai che non era esattamente vestita come al pranzo: le sue tette cadevano molto di più. Il motivo era che zia aveva dato retta ad un mio desiderio: una volta, mentre stavamo scopando, le dissi che avrei voluto che stesse senza reggiseno quando ero a casa sua.

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