Io, corrotta da mio marito. - 26

Scritto da , il 2021-07-16, genere trio

Luigi non torno` più su quello che era accaduto con Abdullah, quella volta. Ne` io aprii il discorso. Avrei, ammetto, avuto il piacere di parlarne e di aprire nuovi orizzonti al nostro menage, adesso che Abdullah mi faceva toccare il cielo con un dito. Pensavo, intensamente, dopo aver rotto il ghiaccio, che i nostri incontri sarebbero stati molto più spinti e che, il mio amante, potesse andare oltre quel primo contatto con mio marito. Confesso che mi sarebbe piaciuto, ed anche tanto, che Abdullah potesse scopare anche lui.Immaginavo che la nostra relazione potesse essere complementare e che lui potesse godere anche di mio marito così come godeva di me.
Due settimane dopo quella prima trasgressione, Luigi mi comunico` che avremmo incontrato un uomo che veniva per conoscermi. Non ebbi il tempo di mostrare tutto il mio stupore; stavo per obbiettare che non avevo intenzione, ne` avrei potuto averne, di incontrare altra gente dal momento che il mio amante egiziano era l'ideale per costruire qualcosa di veramente valido. Mi bloccò. "Abdullah non risponde al telefono da 4 giorni". Niente più. La notizia mi turbo` parecchio e cominciai a farmi ogni congettura, compresa quella di una perfida manovra di allontanare, definitivamente, il mio adorato amante da me. Provai anch'io a chiamarlo dal mio primo cellulare ma si inseriva sempre la segreteria telefonica. Successivamente, addirittura, la voce recitava "il numero... non esiste". Piombai nella disperazione e stetti male da quel giorno. A mala pena attendevo ai miei impegni quotidiani, in ufficio ed a casa. Giuseppe, ormai, non mi cercava che raramente ed era la sola cosa che mi tranquillizzasse in quel periodo. Luigi non parlava più della sparizione di Abdullah e ciò rafforzava in me la convinzione di una sua strategia all'origine del mistero. Mi mancava, lo desideravo e non mi rassegnavo. Quando lo pensavo, inevitabilmente, provavo la necessità di toccarmi e, quasi sempre, godevo masturbandomi. Un pomeriggio di un sabato, mentre ero in uno di questi momenti, a casa, ricevetti una telefonata da Luigi. "preparati; nel tuo cassetto dell'intimo troverai un coordinato : indossalo, metti le autoreggenti che ho provveduto a scegliere per il coordinato; calza gli stivali neri tacco 10 ed indossa quella gonna ampia bianca, plissettata che troverai nell'armadio e la camicia di seta blu che trovi nel primo cassetto. Metti quel cappello che trovi sul ripiano in alto ed il cappotto nero e fatti trovare pronta alle 18. Incontreremo *Parsifal*". (mi piacerebbe, se mai leggesse, si identificasse e lasciasse un commento). Ero eccitata per i pensieri che, fino a mezz'ora prima, avevo avuto per il mio amante egiziano e che mi avevano indotto a godere con le mie dita. Volevo il mio prossimo amante ed, alle 18, fui pronta. Durante il tragitto mi spiegò che Parsifal aveva 40 anni, veniva dal capoluogo regionale, era un agente di commercio e che aveva intraprendenza, spregiudicatezza ed esperienza con le coppie cuckold. Ascoltai senza particolare emozione, mentre concludeva che avevano prenotato, in un motel vicino ad un ristorante-pizzeria, due stanze e che avremmo trascorso tutta la notte, io con Parsifal in una stanza e lui nell'altra. Era l'inizio di dicembre 1995; da meno di tre mesi avevo superato il traguardo dei miei 47 anni. Ero al massimo del mio splendore e mi compiacevo della consapevolezza che questo stato di grazia fosse dovuto alla mia recente relazione con Abdullah.
Provai una sensazione di vuoto nello stomaco a questa riflessione mentre scendevo dall'auto e, fatti pochi passi, mi trovai Parsifal davanti a me. Aveva una rosa rossa in mano che mi consegno` prima di farmi un perfetto baciamano, aprendosi in un sorriso smagliante. Vestiva in maniera sobria e non era molto alto. Mi prese per mano, precedendo Luigi che si era attardato a chiudere gli sportelli dell'auto. Si presentò col nome di Roberto. Luigi ci raggiunse velocemente mentre noi, all'interno del locale, prendevamo posto in un tavolo prenotato a nome "Parsifal", entrambi accanto uno all'altra mentre mio marito aveva preso posto di fronte. Era un tavolo rettangolare, lungo, di legno massiccio e sedili, a panca, dello stesso legno. Tolsi il cappello e lo poggiai alla mia destra sulla panca ed adagiai la rosa sul tavolo. Venne il cameriere e prese le ordinazioni: pizze e birra. Appena il cameriere si fu allontanato dal tavolo, Roberto mi guardò con particolare gradimento e mi prese la mano sotto il ripiano del tavolo. Poi, sorprendendomi, mi si avvicinò al viso e mi parlo` vicino all'orecchio. Arrossii e tremai appena ascoltato il suo messaggio affidatomi senza esitazione: "alzati e seguimi senza tentennare, decisa e solerte, ti porto nei bagni delle donne".
Nonostante la sorpresa, feci esattamente ciò che mi aveva ordinato e lo seguii con passo calmo e naturale. Superammo una porta a bussola, a due ante con oblò in ognuna di esse, tipo saloon dei film western, e subito fummo in un ampio antibagno dove erano due ricoveri, uno per genere. Rapidamente apri`quello con la targhetta indicante "Donne" e chiuse la porta dietro noi. Le mie mutandine erano già zuppe e lui ne venne a conoscenza subito perché non perse tempo a mettermi la mano tra le cosce. Mentre mi baciava con avidità mi infilò un dito nella vagina, scostando lievemente il bordo della stoffa che copriva la vulva. Sentivo la sua urgenza dovuta alla circostanza rischiosa di trovarci in un luogo proibito ad una coppia di amanti trasgressivi. Risposi volitivamente ai suoi baci sempre più invadenti e lascivi e, senza remore, allungai la mano sul suo basso ventre e vi trovai una turgescenza che mi fece trasalire: un cazzo davvero importante e... già al massimo dell'erezione. Armeggiai con la zip per liberarlo dai pantaloni e dagli slip, senza riuscirci. Fu lui che mi soccorse ed immediatamente ebbi nella mano la sua poderosa virilità. Ansimammo uno tra le labbra dell'altra e lui con decisione mi abbassò gli slip, impossessandosi delle mie cosce e della mia vagina.In breve, mi portò ad un grado di eccitazione senza ritorno considerata la situazione. Mi fece salire sui bordi della tazza e portò le sue labbra sulle labbra del mio sesso che gli si apri` mollemente, leccandomi alacremente senza distinzione tra clitoride, labbra, vagina. Dopo una lunga visita al mio voglioso sesso, mi prese le anche sui suoi avambracci, sollevandomi, mentre gli circondavo il collo per ancorarmi a lui. Mi abbassò sul suo cazzo, sempre più svettante; quindi, allentando di poco la presa alle mie anche, mi fece collassare sul cazzo che si introdusse facilmente nel mio ventre. Ero in estasi per tutto ciò che era dentro di me: sembrava, in quell'incastro perfetto, che il cazzo mi arrivasse fino allo stomaco. Restammo immobili mentre ci baciavamo ed ero pervasa da una moltitudine di sensazioni che annebbiavano il cervello: l'odore pungente di urina era sparso in tutto il piccolo ambiente chiuso e potevo avvertire, insieme, in un magico connubio, gli odori di sesso suo e mio. Inebriante, stordente: mi sembrava di stare per perdere i sensi e non pensavo al tempo che mi trovavo lì dentro. Non avvertii, pertanto, il chiacchiericcio che c'era fuori del nostro rifugio, insieme a sollecitazione di urgenze di tre donne che erano dietro la porta. Sia Roberto che io non demmo attenzione alla richiesta, implicita, di fare presto. Ma lui si sfilò dal mio ventre e mi adagio` sulle mie gambe, a terra. Poi, rendendosi conto del rischio, mi fece sedere sulla tazza e senza indugio mi infilò il cazzo in bocca. In breve mi sborro` copiosamente in bocca ed io trattenni tutto fino all'ultima stilla di seme, ripulendo il glande che ancora era tra le mie labbra. Mi sussurrò di ingoiare tutto prima di uscire ma io non gli diedi ascolto. Mentre, felpatamente, ci ricomponevamo i vestiti udimmo le tre donne che, spazientite, parlando ad alta voce, dicevano che sarebbero tornate dopo. Esultammo e, dopo pochi istanti, con cautela, lui aprì la porta ed uscì velocemente. Attesi qualche altro momento ed, a mia volta, abbandonai il bagno. Vedevo, da dietro, Roberto che oltrepassata, la porta a bussola, si dirigeva con calma ed andatura lenta, verso il nostro tavolo. Dando uno sguardo più ampio nella vasta sala della pizzeria, potei individuare le tre donne che gesticolavano tra loro, evidentemente infuriate. Seguii Roberto che mi aspettò al tavolo e mi fece accomodare sulla panca prima di sedersi a sua volta. Luigi era visibilmente eccitato e non solo per il piacere della trasgressione vissuta da spettatore e da marito cuckold, ma anche perché (ce lo disse dopo) aveva seguito, seduto ed impotente di intervenire, i tentativi delle tre donne di avere accesso nel bagno. Guardai Roberto e lui me; mi prese la mano sinistra e se la portò sul suo basso ventre, sorridendomi. Poi, con perfida calma, mi rivolsi al viso di mio marito, sorridendogli solo con gli occhi miei, lucidi. Quando fui certa che stesse guardandomi, aprii la bocca, tirai fuori la lingua ancora piena di sperma del mio amante, quindi richiusi le labbra ed ingoiai tutto. Tirai nuovamente fuori la lingua per testimoniargli che era tutto giù nel mio stomaco.
Consumammo cibo e bevande in silenzio assoluto. Roberto mi ricordo` che ero nuda in quanto lui aveva provveduto a sfilarmi le mutandine prima di entrare in me e le aveva conservate in tasca. Provai un brivido quando si chinò sulla mia spalla e con la sua mano sinistra mi percorse tutta la vulva ancora bagnatissima. Facemmo tardi ma soprattutto ero provata dalle emozioni, violente,vissute fin lì. La birra fece il resto e, con lo stupore e disappunto dei miei due uomini, chiesi di poter fare ritorno a casa. Roberto, nell'accomiatarsi, davanti la nostra auto, mi baciò a lungo e mi sollevò la gonna toccandomi la mia intimità nuda. Ricambiai accarezzandogli il cazzo ancora turgido attraverso la stoffa dei pantaloni. Poi fui solo di Luigi che mi scopo`, come consuetudine, alla prima area di sosta trovando fradicia la fica. Non rivedemmo più Roberto. Abdullah, definitivamente scomparso. Due anni dopo, senza altri incontri trasgressivi, Luigi si innamorò di una donna, sposata e con figlio, di 19 anni più giovane. Andò a vivere da solo nel loft ed amo` follemente, ricambiato, quella donna per moltissimi anni. Poi si lasciarono in maniera conflittuale e dolorosa per entrambi. Lo raggiunsi, passato un anno, perché mi era giunta la notizia che, a seguito di quella separazione, stava male ed era in pericolo. Lo riportai a casa. Ormai cinquantasettenne, lui, e cinquantaseienne io, ricominciammo ad occuparci della nostra famiglia e goderci i nostri figli. Continuai a lavorare fino alla pensione, Giuseppe era morto, dopo essere uscito dalla società dell'azienda, qualche anno dopo. Di Jeff e di Abdullah, ormai restano ricordi indelebili che albergano nella mia mente. Di loro mi restano il marchio e la profonda conoscenza di me stessa.
Luigi, dopo tanto tempo in cui sembrava esaurito il suo compito a "sperperarmi", da alcuni mesi è tornato alla carica: mi ha promessa ad un uomo di 53 anni che incontreremo la prossima settimana. Sono ansiosa e perplessa : a volte mi sento inadeguata; altre, timorosa di non avere più l'anima di schiava, puttana, masochista. Andrò per tentare di soddisfare il mio promesso amante e sarà l'ultimo. Lo farò per me perché irrimediabilmente corrotta e perché amo il mio corruttore.

Grazie a tutti per avermi seguita.

Questo racconto di è stato letto 2 3 4 1 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.


pompino sotto tavolo  eroyici racconti  racconti sex gay  scambio mail erotiche  storie di scopate  erotici racco  racconti hardcore  racconti porbo  racconti di sesso al mare  arrizzacazzi  marito cornuto e moglie troia  racconti di minu  erositalia racconti  racconti feet  racconti gay porn  racconti porno dal ginecologo  la mia prima sega  racconti tette  racconti erotici annunci 69  raccontier  storie di adulti  racconti incesto porno  i piedi di mia cugina  racconti h  racconti sporchi  raccontierot  cuckold sottomessi  la dea del pompino  visita ginecologica erotica  racconti gratis erotici  storie sesso con animali  racconti mil  storie eroti  racconti incestuosi reali  raccontierotico  storie prono  papa inculami  racconti di lulu  donna caga in bocca  racconti di mariti cornuti  storie di trampling  lesbiche storie  racconti prime esperienze gay  racconti milu.com  racconti erotici anziani  r acconti erotici  raccotni erotici  racconti picanti  pissing per strada  racconti erotici 69  eros racconti  incesto con mia zia  racconti erotici fidanzata  eros gratis  racconti bdsm gay  erotici 69  raccontisesso  racconti erotici pegging  racconti erotici ricatto  racconti di una ninfomane  racconti trasgressioni  mia moglie mi sodomizza  storie porno mamma  racconti gay veri  racconti icesto  racconti erotici privati  racconti erotico  racconti sesso orale  raconti erotice  racconti erotici sesso  storie erotico  racconti orge gay  donna che si fa scopare da un cavallo  acconti erotici  racconti eros gratis  zie troie racconti  racconti erotici a69  mamme erotiche  racconti erotici suocera e genero  ho scopato mia madre  racconti erotici scuola  donne mature storie  storie er  porno racconti  raconti picanti  racconti nipote  racconti erotici in famiglia  racconti feticismo piedi  racconti erotici nonna nipote  racconti eroti i  racconti di sesso estremo  storie amatoriali