Dominazione su coppia pt. 4

Scritto da , il 2021-06-22, genere dominazione

Bentornati cari lettori per la parte quattro del racconto, sinceramente non so in quante parti si dividerà, dato che ho ancora qualche cosa da raccontare, quindi continuerò a non mettere una fine.

Giunti in camera di Francesco, la feci fermare proprio davanti al letto, notando con piacere che avevano anche attrezzato il letto con quattro bracciali legati agli angoli, aprii il baule ancora in mano di Giulia e dissi “ora andrai dalla troia e prenderai il plug, che tanto per ora non gli serve, ah e già che ci sei controlla se è venuta, inoltre prendi anche del nastro, va bene qualunque trovi. Il baule lo puoi poggiare sulla scrivania della troia”
“si padrone, grazie padrone” Le diedi una sculacciata e le dissi
“brava troia così si risponde al padrone, però non avevo ancora finito, metterai l’ovuletto telecomandato nella vagina, comandato da me, e logicamente non potrai venire né ti potrà cadere”
“Grazie padrone, ma senza mutande sarà difficile che non mi scivoli”
“hai ragione, vai fuori (la stanza di Francesco era l’unica che aveva un balcone nella casa) e prendi sei mollette, una alla volta” un po’ sorpresa da tale richiesta si avvicinò per vedere se magari qualcuno la potesse vedere dal balcone, che comunque era al secondo piano, quindi abbastanza alto, però la preoccupava soprattutto la gente nei palazzi davanti al balcone. Vidi che ci metteva veramente troppo e, dopo una sonora sculacciata le urlai “CORAGGIO CAGNA, NON ABBIAMO MICA TUTTA LA NOTTE PER UNA CAGNA TIMIDA, NON VUOI MICA ESSERE PUNITA COME LA TROIA VERO?”
“No padrone, grazie padrone, vado subito padrone” ci mise più o meno 5 minuti a prenderle tutte e piano piano capiva come le avrei adoperate. Una volta prese tutte le mollette la feci rimettere nella posizione di prima e le misi l’ovuletto dentro e le dissi “dato che non riesci a tenertelo dentro da sola, queste piccole amiche ci daranno una mano (indicando le cinque mollette)” una volta finita la frase iniziai a “chiuderle” la vagina con tutte le 5 mollette, una volta finito misi la vibrazione al massimo e le dissi “ok ora puoi andare”
“grazie padrone” disse con la voce interrotta da piccoli urli di godimento. Aspettai circa altri tre minuti poi tornò e mise nastro adesivo e plug davanti al baule dicendomi “la troia è già venuta, delle volte è più troia di me” Io molto soddisfatto da quanto mi aveva detto la presi e la piegai a 90 sul letto prendendo il plug e, dopo averglielo fatto lubrificare con la bocca, glielo infilai nel culo, tolsi le mollette, senza diminuire la vibrazione e notai che Giulia era un fiume in piena e non desiderava altro che essere scopata dal suo padrone. La feci mettere a quattro zampe sul letto, presi quattro mollette e gliene misi due per capezzolo, con un gridolino misto fra piacere e dolore che accompagnava ogni molletta. Dopo aver messo tutte e quattro le mollette le aprii leggermente le gambe, tolsi l’ovuletto, con un misto fra sollievo e dispiacere, e le dissi “le mie cagne la prima volta le scopo sempre a quattro zampe e tu non farai eccezione” una volta finita la frase la penetrai di botto e lei esplose in un grido di piacere che sicuramente aveva sentito anche Francesco. La scopai per 20 minuti, con sonore sculacciate su entrambe le chiappe che lasciarono un segno evidente, più o meno poi la girai e le venni in bocca, lei ingoiò tutto e disse “Grazie padrone”. Una volta finito guardai il nastro, presi un vibratore non a forma di pene, la bendai, la legai al letto, le misi il vibratore con la punta praticamente dentro la vagina, fissandoglielo sulla coscia con il nastro, e strinsi con l’ultima molletta il clitoride. Una volta posizionata cosi misi il vibratore al massimo e mi alzai per godermi la scena di Giulia che chiedeva di venire, praticamente urlandolo, e io glielo negavo ogni volta, poi andai nell’altra stanza da Francesco e notai immediatamente una chiazza di sperma sul pavimento. Lo slegai, lui, con ancora il vibratore fallico nel culo, si mise in piedi, senza guardarmi, ad attendere ordini, lo guardai e dissi “cosa aspetti? Pulisci il macello che hai fatto e sbrigati”
“si padrone, grazie padrone”.
Una volta pulito tutto, lo feci alzare e lo portai nella sua camera dove c’era ancora Giulia che stava cercando di non venire in tutti i modi, ci mise un po' dato che non era facile camminare col vibratore nel culo alla massima velocità
Continua…

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