Femdom world 5 -sorpresa

Scritto da , il 2021-03-21, genere dominazione

Non venne quella sera.
La sua Baby continuò ad alternare i dolci affondi con la sua lussuriosa bocca alla penetrazione del suo culetto con il plug.
Alessandra godeva nel portarlo al limite. Godeva, e si sentiva potente nel sapere che, in ogni momento, avrebbe potuto farlo esplodere in un orgasmo prorompente. Ancora di più la eccitava il fatto che potesse farlo giungere all'orgasmo sia stimolando il suo membro che stimolando la sua prostata.
Tuttavia non lo fece venire. Continuò così per quasi tre ore, fino a quando l'erezione di Alessandro non passò.
Fu allora che Alessandra lo fece mettere a quattro zampe, indossò lo stapon ed iniziando a penetrarlo richiamò la sua amica Monica che nel frattempo si stava intrattenendo nell'altra stanza con la sua schiava.
Monica fece il suo ingresso con la sottomessa al guinzaglio, che docile non le si staccava dalla gamba.
Alessandra fece cenno a Monica di far avvicinare la schiava ad Alessandro.
"Baciatevi e toccatevi ora".
I due obbedirono immediamente.
Alessandro era stanco. Spossato, ed inoltre erano le labbra della sua padrona ed amante che avrebbe voluto baciare. Tuttavia obbedì. Come sempre, obbedì.
"Sai Alessandro devo dirti una cosa", disse Baby mentre dava un affondo più deciso.
"La ragazza che stai baciando fino a qualche mese fa era un uomo, proprio come te."
Alessandro si congelò, incapace di muoversi.
Baby, che aveva predetto quella reazione gli diede qualche schiaffetto sui testicoli "non ti ho detto di fermarti, baciala".
Alessandro come un automa serrò gli occhi e continuò a baciarla. Non sapeva cosa pensare di quell'assurda situazione.
Monica intervenne nella conversazione:
"Pensavi davvero che avremmo potuto trattare così una Femmina?".
Le due amiche proruppero in una risata.
"Che sciocchino che sei." Continuò Baby.
Alessandro era scioccato. Era stato ingannato e nella sua mente gli frullava una domanda.
Ciò che aveva fatto, faceva di lui un omosessuale?
I suoi pensieri lo facevano ritrarre, ma Baby sadicamente notava ogni suo movimento scomposto, ogni sua ritrosia e lo incitava costantemente continuando a schiaffeggiargli i gioielli ad ogni tentennamento.
"Sai Alessandro, è così che vorrei vederti sempre. Sottomesso, obbediente, umiliato e senza le tue inutili erezioni."
Alessandro iniziò a piangere. Le lacrime solcarono il suo viso, mentre Baby continuava a penetrarlo e la ragazzina magra continuava a baciarlo ed a toccarlo.
Baby se ne accorse e lo fece inginocchiare, dopo averlo staccato dalla schiava.
"Monica, ti ringrazio di tutto, adesso ho bisogno di rimanere da solo con il mio schiavo".
L'amica capì, recuperò il cappotto, fece ricomporre la schiava, saluto la sua amica e saluto anche Alessandro. Nel salutarlo si abbassò per baciarlo e sussurrargli all'orecchio "sei stato fantastico stasera. La tua schiava deve essere molto orgogliosa di te".
Quelle parole lo rinfrancarono leggermente, per quanto Alessandro continuasse a non capire.
Non appena le due ospiti furono uscite Baby ordinò ad Alessandro di prendere la gabbia e di rimetterla al suo posto. Quindi con il suo fidanzato in ginocchio davanti a lei iniziò a baciarlo, coccolarlo ed asciugargli le lacrime.
Lui si abbandonò a lei appoggiando il suo viso sulle sue cosce, mentre la sua amata le accarezzava i capelli.
"Cosa provi?" le chiese la sua Dea.
"Mi sento ingannato". Ammise Alessandro.
"Perché?" Le chiese paziente Baby.
"Ma come perché? Mi hai fatto scopare tutta la sera con un uomo operato!!!"
Baby premette il suo anello lasciando che Alessandro si contorcesse per terra per almeno 10 secondi.
"Innanzi tutto non chiamarla mai più così. Ti ho già spiegato che lei ti è superiore. E' stata molto coraggiosa a rinunciare alla sua virilità ed abbracciare il percorso della Dea. Adesso è in prova. Resterà sottomessa a Monica, o ad un altra donna qualora Monica dovesse stufarsi per un periodo di 5 anni. Poi, se avrà dimostrato di essere davvero donna e femminile sarà libera e sarà una donna a tutti gli effetti. Le basterà il tormento di non poter diventare madre biologica per espiare la sua colpa originaria".
Alessandro si rialzò lentamente, arrampicandosi lungo le gambe della sua amata. Non l'aveva mai vista così determinata.
"In secondo luogo dici di sentirti ingannato, ma non hai mai detto di esserti sentito ingannato quando ti ho liberato dalla gabbia e ti ho fatto venire sulla mia amica o sbaglio?"
Baby aveva colto nel segno, Alessandro iniziava a capire.
"Dunque quando ti sorprendo venendo incontro ai tuoi istinti da maschio primitivo va bene, mentre se la sorpresa riguarda qualcosa che nella tua mente arretrata non va bene ti lamenti?".
Alessandro guardava a terra, sentendosi colpevole delle emozioni che aveva provato.
"Dimmi adesso, se ti chiedessi di diventare una donna per me, tu lo faresti?"
Alessandro sobbalzò a quella domanda. Non aveva mai pensato che Baby gli avrebbe potuto porre una domanda del genere. Inoltre, si chiedeva, non gli aveva detto qualche ora prima che era fiero di lui in quanto uomo?
Sospirò, si prese un po' di tempo per rispondere.
Alessandra premette di nuovo rapidamente il dispositivo di umiltà.
"Pensa a quanta sofferenza ti risparmieresti."
Era vero. Niente più castità, niente più umiltà, niente più limitazioni sociali e sul posto di lavoro.
"Amore - disse infine - nonostante tutto io preferirei rimanere uomo, ma se tu preferirai trasformarmi in una donna, lo diventerò."
Alessandra esultò felice. Rise euforica ed abbracciò Alessandro.
"Amore mio, era questo che volevo sentire. Voglio che tu sia disposto a qualunque cosa per me. No, non voglio che tu diventi una donna, ma voglio sapere che faresti qualunque cosa per me, per la Dea. Volevo essere sicura della tua devozione".
Alessandro si sentì sollevato. Era contento di aver superato la prova ed era contento di poter mantenere il suo genere. Eppure sapeva, che le sue parole erano state sincere. La sua devozione, la sua sottomissione era completa.
"Adesso andiamo a dormire amore mio, siamo entrambi molto stanchi dopo tutto quello che è successo stanotte".
Alessandro assentì.
"Prima però...". Prese un fiocchetto rosa, di quelli che si usano per i regali e glielo sistemò intorno al pene, sopra la sua gabbietta.
"Te lo sei meritato, visto che oggi hai sverginato il culetto di quella ragazzina che ha completato la transizione. Da oggi sei il mio frocetto".
Un tempo si sarebbe arrabbiato per quelle parole. Ma adesso ogni umiliazione, ogni parola, ogni attenzione che la sua dea le dava lo eccitavano e lo facevano sentire sulla strada giusta.
"Grazie amore mio".
"Grazie a te frocetto." Scherzò ancora lei, baciandolo ed accarezzandogli i testicoli.

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