Eccitando mio fratello (#1)

Scritto da , il 2019-10-27, genere incesti

Oggi mi sento più troia del solito. È da un po' che ci penso, voglio eccitare mio fratello. Mi chiamo Viola, ho bel fisico, magra, terza soda di seno, bel sedere tondo e gambe sode, allenate da cyclette regolari in palestra. Sono una tipa un po' punk, oggi ho gonna corta di jeans (molto corta :) ), calze a rete a maglie larghe, top nero e bomber bordeaux. Ho capelli neri lunghi e lisci con una frangetta. Siamo a fine ottobre ma qui a Milano fa ancora molto caldo. Sono stato a pranzo da mio fratello, dall'altra parte di Milano. Lui studia ingegneria civile ed è il classico sfigato zero figa. Devo dire che con la cucina se la cava però, il suo arrostino della domenica, annaffiato da dell'ottimo nebbiolo mi ha soddisfatta molto. Come dicevo mio fratello è un po' sfigatello, non ho ricordi di lui con una fidanzata o ragazza, sebbene abbia ormai 23 anni. È carino, ma molto timido e goffo. Oggi ho deciso di farlo sognare un po'. Dopo il pranzo molto abbondante, gli ho chiesto di riaccompagnarmi a casa. Oggi aveva l'auto di nostro padre, quindi poteva riaccompagnarmi in auto. Appena siamo saliti in auto, un po' brilla dal pranzo lo ammetto, ho acceso la radio e messo su Radio Freccia, la mia radio rock preferita. Gli dico fratellino, ascoltiamo musica seria. Lui accenna una smorfia con sorrisetto e continua a guidare. Ad un certo punto, tiro su le gambe e le incrocio sul sedile. La mia corta gonna di jeans, come mi aspettavo, sale su e scopre le mie mutandine nere, semi trasparenti sotto le calze a rete nere a maglie larghe che praticamente non coprono niente. Facendo finta di niente parlavo del più e del meno. Intanto vedevo che mio fratello lanciava occhiatacce tra le mie gambe ogni volta che poteva. Spesso facendo finta di guardare a destra, per vedere se arrivava qualcuno abbassava poi velocemente lo sguardo per guardarmi tra le gambe. Devo ammettere che la cosa eccitava anche me, mi stavo bagnando e appena sarei arrivata a casa mi sarei infilata in doccia per masturbarmi furiosamente. Mi parlava dei suoi esami ma era in difficoltà, un po' paonazzo in volto e ogni tanto mi sembrava andasse nel pallone, dicendo frasi sconclusionate. Arrivando in zona ticinese, vicino casa mia, ci siamo fermati ad un semaforo pieno di gente. Io continuavo ad avere le gambe sempre oscenamente spalancate e notai le occhiatacce delle persone dal marciapiede quando eravamo fermi al semaforo, che rimanevano allibiti davanti a quello spettacolo che il destino gli aveva regalato. Qualcuno fischiava anche. Le mie mutandine peraltro erano un perizoma, molto striminzito e lasciavano anche sul davanti gran parte di pelle scoperta. Io peraltro mi rasavo sin da quando avevo 18 anni per cui, al di sotto delle mutandine semi trasparenti erano perfettamente visibili le grandi labbra schiacciate contro le mutandine e in mezzo il clitoride anch'esso ripiegato contro le mutandine e luccicante perché ormai completamente bagnato. Gli sguardi sfuggenti di mio fratello mi stavano eccitando enormemente ed uniti a quelli dei passanti fuori dall'auto mi stavano mandando fuori di testa. Tra me e me pensavo che appena sarei arrivata a casa, prima della doccia in effetti mi sarei divertita con l'ultimo dildo comprato online, un sorta di gancio ricurvo con due cappelle agli estremi, una per l'ano e l'altra per la figa. Mi sarei divertita con entrambi i buchetti. Anche mio fratello mi sembrava ormai nel pallone e all'altezza dell'inguine mi sembrava di scorgere un rigonfiamento. Mi incuriosiva, mi sono sempre chiesto quanto lo avesse grosso. Qualche volta lo avevo visto, ma mai in erezione. Anzi dando una veloce occhiata più accurata, ho capito che il cazzo di mio fratello era proprio in erezione. A questo punto mi attrae e mi porto una mano vicino alla vagina. Mi accarezzo delicatamente da sopra le calze e mutande, lo faccio piano come se avessi appoggiata la mano involontariamente ma continuo a muverla sulla mia figa in fiamme, mentre continuiamo a parlare del più e del meno. Adesso mio fratello rallenta anche se non c'è tantissimo traffico, come se volesse che quello spettacolo non finisse mai. Sono lì accanto a mio fratello, le gambe spalancate e una mini che mette in mostra un paio di mutandine nere semitrasparenti. La mia figa sta scoppiando, sento il mio dito indice col quale mi accarezzo completamente bagnato. Avrei voglia di ciucciarlo, spesso lo faccio quando mi masturbo. Amo leccare i miei umori. Vorrei ciucciare qualcos'altro a dire il vero. Intanto noto che mio fratello fa fatica a parlare è nel pallone, tutto rosso in faccia e risponde con frasi sconclusionate alle mie domande più banali. Vedo inoltre una macchia che fa capolino sulla patta dei suoi jeans chiari. Probabilmente è venuto nelle mutande. Io mi fermo, per oggi può bastare. Tiro via il dito con il quale mi sono massaggiata un po' le grandi labbra e a tratti il clitoride. Lo annuso velocemente senza che mio fratello se ne accorga, ha un buon profumo. A casa continuerà a darsi da fare. Siamo giunti sotto casa mia. Gli chiedo se vuole salire per bere qualcosa prima di tornare. Farfuglia qualcosa che non capisco e che ha a che fare con lo studio e con la necessità di tornare a casa. Lo saluto con un bacio sulla guancia e gli dico a presto. Ho voglia di farlo eccitare ancora, e ora la sua erezione mi è entrata in testa.

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